News

UE approva l’acquisizione da 55 miliardi di EA guidata dal fondo saudita

di: Luca Saati

La Commissione Europea ha dato il via libera all’acquisizione da 55 miliardi di dollari di Electronic Arts, stabilendo che l’operazione “non solleverebbe problemi di concorrenza”. Il via libera consente a un gruppo di investitori guidato dal Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita di procedere con l’acquisto del colosso dei videogiochi, noto per franchise come Battlefield, The Sims e i titoli EA Sports.

L’accordo, annunciato lo scorso anno, prevede il passaggio di EA a una struttura privata sotto il controllo congiunto del PIF, di Silver Lake e di Affinity Partners, società di investimento guidata da Jared Kushner. In caso di completamento dell’operazione, il fondo sovrano saudita deterrà il 93,7% delle quote, mentre Silver Lake e Affinity Partners controlleranno rispettivamente il 5,5% e l’1,1%.

Secondo quanto dichiarato ufficialmente, “la Commissione Europea ha approvato, ai sensi del regolamento UE sulle concentrazioni, l’acquisizione del controllo esclusivo di Electronic Arts Inc. da parte del Public Investment Fund dell’Arabia Saudita”. L’istituzione ha sottolineato che la transazione riguarda principalmente la produzione e distribuzione di videogiochi per dispositivi mobili, PC e console, oltre all’organizzazione di eventi competitivi nel settore degli eSports.

Nella nota si precisa inoltre che “la Commissione ha concluso che l’operazione notificata non solleverebbe problemi di concorrenza, dato il suo impatto limitato nei mercati in cui le aziende sono attive”, aggiungendo che l’esame è avvenuto attraverso la procedura standard di revisione delle fusioni.

Nonostante l’approvazione normativa, l’accordo resta fortemente controverso. Negli ultimi mesi ha attirato critiche e sollevato interrogativi etici, anche all’interno della community. All’inizio dell’anno, diversi creator legati a The Sims hanno abbandonato il Creator Network di EA, citando preoccupazioni a lungo termine legate alla storia e alle politiche dei futuri proprietari. L’Arabia Saudita, infatti, è stata più volte accusata da organizzazioni internazionali di gravi violazioni dei diritti umani.

L’approvazione della Commissione rappresenta comunque un passo decisivo verso la chiusura di una delle operazioni più imponenti mai viste nell’industria videoludica.