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Ubisoft: un dipendente sospeso dopo aver criticato lo stop allo smart working

di: Luca Saati

Un veterano di Ubisoft ha affermato sui social di essere stato sospeso disciplinarmente e senza retribuzione per aver criticato la recente politica di ritorno obbligatorio in ufficio a tempo pieno.

In un post pubblicato su LinkedInDavid Michaud-Cromp, dipendente dell’azienda da oltre 13 anni, ha dichiarato di essere stato informato che avrebbe ricevuto una sospensione disciplinare di tre giorni non retribuiti. Secondo Michaud-Cromp, la misura, che dovrebbe entrare in vigore oggi, è legata a commenti pubblici riferiti alla strategia aziendale di riportare i dipendenti in sede cinque giorni a settimana, oltre a un presunto “atto di slealtà”.

Dopo l’annuncio dell’obbligo di cinque giorni in ufficio, criticato da molti all’interno dell’azienda, Michaud-Cromp aveva scritto:
“Quindi… Ubisoft vuole farci tornare in ufficio cinque giorni a settimana… perché ‘crede nella collaborazione’… ma dai, non siamo stupidi… sappiamo bene perché volete che torniamo cinque giorni in ufficio…”

Il dipendente sostiene che proprio queste dichiarazioni abbiano portato alla sospensione.