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Ubisoft Montreal, oltre 300 firme per preservare il lavoro ibrido

di: Luca Saati

Il sindacato Game Workers Unite Montreal (GWU) ha lanciato una petizione per chiedere a Ubisoft di “preservare il lavoro ibrido”, raccogliendo oltre 300 firme.

Come riportato da Game Developer, la campagna è stata avviata il 30 settembre. Il sindacato ha invitato tutti i dipendenti di Ubisoft Montreal a sottoscrivere la petizione e i sostenitori a coinvolgere i propri contatti.

GWU ha inoltre incoraggiato i dipendenti a incontrare i colleghi durante le pause per firmare, sottolineando che “la maggior parte delle firme è stata raccolta di persona”.

A sostegno dell’iniziativa è intervenuto anche lo United Videogame Workers Union (UVW-CWA), secondo cui il sindacato di Ubisoft Montreal “sta guidando il cambiamento nella nostra lotta collettiva per un lavoro dignitoso e la giustizia economica”.

L’organizzazione ha criticato in particolare le politiche di ritorno obbligatorio in ufficio, sostenendo che vengano introdotte senza il coinvolgimento dei lavoratori maggiormente interessati, tra cui genitori, dipendenti con disabilità, persone che hanno acquistato casa al di fuori di una distanza ragionevole dal luogo di lavoro e lavoratori che si sono trasferiti in altri Paesi per mantenere il proprio impiego.

“Attuando brutali misure di riduzione dei costi e venendo meno ad accordi precedenti, la dirigenza dell’azienda deve essere chiamata a rispondere del prezzo umano delle proprie decisioni”, ha aggiunto UVW-CWA.

All’inizio dell’anno, nell’ambito della riorganizzazione di Ubisoft in Creative Houses, l’azienda ha introdotto un nuovo obbligo di presenza in ufficio. Il personale dovrebbe lavorare cinque giorni alla settimana in sede, con un numero annuale di giornate disponibili per il lavoro da casa.

Il tema del ritorno in ufficio aveva già provocato una mobilitazione all’interno dell’azienda. A febbraio si era svolto uno sciopero internazionale di tre giorni contro la ristrutturazione e il relativo mandato di rientro in sede.

Secondo Marc Rutschlé, rappresentante del sindacato Solidaires Informatique presso Ubisoft Paris, avevano partecipato almeno 1.200 dipendenti. Ubisoft aveva invece comunicato separatamente che 528 lavoratori avevano dichiarato di essere in sciopero.

La nuova petizione di Ubisoft Montreal riporta quindi al centro del confronto il tema delle modalità di lavoro e della flessibilità, mentre l’azienda lega il ritorno in presenza agli obiettivi di collaborazione, creatività e performance dei propri studi.