The Last of Us, Neil Druckmann continuerà a supervisionare la serie HBO
di: Luca SaatiNeil Druckmann, co-presidente di Naughty Dog e mente creativa dietro The Last of Us, ha spiegato i motivi che lo hanno portato a lasciare il ruolo di co-showrunner nell’adattamento televisivo HBO, pur continuando a seguire il progetto dall’alto.
In un’intervista a Variety, Druckmann ha dichiarato di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissato con la serie:
“Volevo portare The Last of Us oltre il pubblico dei videogiochi. Sentivo che quella storia poteva raggiungere un’audience molto più ampia, composta anche da chi non giocherà mai.”
La decisione è maturata con l’ingresso della produzione nella writers’ room della terza stagione. L’autore ha spiegato che conciliare il ruolo di co-showrunner nelle prime due stagioni con la gestione di Naughty Dog e lo sviluppo di nuovi giochi era diventato troppo impegnativo:
“È stato molto difficile seguire contemporaneamente la serie, dirigere e scrivere un videogioco e al tempo stesso gestire uno studio.”
Druckmann ha sottolineato come la forza di Naughty Dog risieda nella coralità e nel talento delle persone che lo compongono, citando figure chiave come Matthew Gallant (game director), Claire Carré (narrative director), Kurt Margenau (game director) e Alison Mori (studio manager), che gli hanno permesso di dedicarsi al progetto HBO senza che lo studio ne risentisse.
Pur non essendo più coinvolto nelle decisioni quotidiane della produzione, Druckmann continuerà a svolgere un ruolo di supervisione creativa:
“Mi manca entrare nei dettagli, rivedere le sceneggiature, lavorare sugli effetti speciali. Ora però il mio obiettivo è fare da guida, assicurarmi che la terza stagione sia fedele alla storia tanto quanto lo è stata la prima.”
Infine, Druckmann ha evidenziato come la serie abbia avuto un impatto positivo anche sui giochi originali, generando un incremento nei giocatori sia su PlayStation che su PC, in modo simile a quanto avvenuto con la serie Fallout di Amazon:
“Molti hanno visto lo show, hanno comprato una PlayStation o un PC e hanno iniziato a giocare a The Last of Us. È diventato un portale d’ingresso verso un medium che amo profondamente.”