The Elder Scrolls VI, l’ex lead designer di Skyrim spera nell’introduzione di barche e combattimenti navali
di: Luca SaatiBruce Nesmith, ex lead designer di The Elder Scrolls V: Skyrim, spera che The Elder Scrolls VI possa introdurre barche, esplorazione marittima e persino combattimenti navali.
In un’intervista con GoHumanize, Nesmith, che ha lavorato in Bethesda dal 1995 al 1998 e nuovamente dal 2004 al 2021, ha raccontato quali novità gli piacerebbe vedere nel prossimo capitolo della serie, al quale non sta lavorando. Secondo lui, le teorie dei fan che indicano la Baia di Iliac e Sentinel City come possibili ambientazioni del gioco potrebbero aprire la strada a una nuova componente dedicata alla navigazione.
“Quale sarà la grande novità di Elder Scrolls 6? Penso che le barche e, potenzialmente, anche i combattimenti navali siano le opzioni più naturali.”
Nesmith ha sottolineato come la serie non abbia mai sviluppato realmente il concetto di veicoli utilizzabili dal giocatore. In Skyrim, ad esempio, le carrozze permettono di spostarsi rapidamente tra diverse località, ma non rappresentano una vera e propria meccanica di gioco.
“Gli spostamenti con i veicoli non sono qualcosa che The Elder Scrolls abbia mai avuto davvero. C’erano le carrozze che ti portavano da un luogo all’altro, ma la maggior parte dei giocatori le usava una sola volta. Non aggiungevano granché.”
Secondo Nesmith, l’eventuale ambientazione nella Baia di Iliac potrebbe rappresentare un’occasione ideale per espandere la serie con nuove meccaniche legate al mare, andando ben oltre il semplice utilizzo di una barca come mezzo di trasporto.
“Ambientare Elder Scrolls VI nella Baia di Iliac significa prepararsi a una grande espansione verso tutto ciò che riguarda la navigazione, e anche se non si andasse mai sott’acqua, pensate a tutte le cose che si potrebbero fare sulla superficie del mare.
Potrebbe essere davvero interessante. Potremmo avere interi alberi delle abilità che permettono di camminare sull’acqua, oppure barche che consentono di fare molto più che semplicemente navigare. Potrebbero esserci creature e incantesimi unici legati all’acqua.”
Per l’ex designer, si tratterebbe di un’opportunità da sfruttare pienamente, soprattutto perché potrebbe introdurre nuove creature, abilità e sistemi di gioco in grado di distinguere il sesto capitolo dai precedenti.
Nesmith ha anche immaginato alcune delle possibili minacce che potrebbero attendere il giocatore in mare aperto.
“Le barche e il gameplay sull’acqua sarebbero, secondo me, una caratteristica al livello dei draghi, ma ovviamente in mare potresti avere dei kraken da affrontare.
Dovresti avere un kraken. Voglio dire, squali e kraken sono i due nemici più ovvi, e poi ci sono gli Elfi del Mare. Gli Elfi del Mare fanno parte della lore, ma non credo siano mai comparsi nei giochi in maniera significativa e la loro storia è così ampia.”
Gli Elfi del Mare, dunque, potrebbero rappresentare un ulteriore elemento da approfondire qualora Bethesda decidesse di espandere l’universo di The Elder Scrolls attraverso l’esplorazione marittima.
Nonostante il suo entusiasmo per le barche, Nesmith ha però una posizione molto chiara su un’altra possibile direzione: l’esplorazione subacquea. Secondo lui, Bethesda dovrebbe concentrarsi sulle attività in superficie, evitando di aggiungere un sistema che rischierebbe di moltiplicare notevolmente la complessità dello sviluppo.
L’ex designer ha ricordato un’esperienza legata a Fallout 4, quando uno degli sviluppatori stava spingendo per introdurre un’ambientazione subacquea. Il team realizzò diversi prototipi per dimostrare le potenzialità dell’idea, ma alla fine il progetto si rivelò troppo impegnativo.
“Uno dei designer spingeva molto per avere un ambiente subacqueo in Fallout 4 e aveva realizzato diversi prototipi per mostrare quanto potesse essere interessante, ma alla fine si è rivelato semplicemente troppo impegnativo e non hanno portato avanti l’idea su scala più ampia.”
Nesmith ha anche ridimensionato l’idea secondo cui Bethesda avrebbe avuto un piano completo per una sezione subacquea con un Vault, poi eliminata dal gioco.
“Non credo sia corretto dire che ci fosse un piano per realizzare quella sezione subacquea, con il Vault, e che non sia riuscita a entrare nel gioco. Penso che fosse più una questione di qualcuno nel team che ci stava davvero lavorando e aveva molte idee valide. Ma vale il vecchio detto: non puoi fare tutto.”
La stessa filosofia, secondo Nesmith, dovrebbe essere applicata a The Elder Scrolls VI.
“Quando si parla di Elder Scrolls VI, se dipendesse da me probabilmente eliminerei qualsiasi elemento subacqueo e manterrei tutti concentrati sulla superficie. Non perché non sarebbe interessante, ma perché preferirei fare davvero bene questa parte piuttosto che realizzare entrambe in maniera mediocre.”