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Studio Reset è il nuovo team da ex veterani di Bioware

di: Luca Saati

Studio Reset è un nuovo team canadese indie composto da veterani provenienti da BioWare, Inflexion Games e Timbre Games. Alla guida troviamo il creative director e producer Kaelin Lavallée, il design director Kris Schoneberg e l’art director Francis Lacuna, tutti con una solida esperienza nel panorama AAA.

Il nuovo studio punta su un modello produttivo sostenibile, basato su proprietà intellettuali originali e su un sistema di finanziamento graduale. Studio Reset ha già ottenuto un primo investimento dal Canada Media Fund (CMF) per il suo progetto di debutto, risultando uno dei 31 team selezionati per il programma Interactive Digital Media Prototyping. Il finanziamento di 250.000 dollari canadesi servirà a sviluppare un prototipo, facilitare ulteriori investimenti e accedere a nuovi fondi di produzione, oltre a supportare collaborazioni con altre realtà creative canadesi tramite contratti retribuiti.

Il processo di candidatura è stato estremamente impegnativo, ma ci ha costretti a riflettere seriamente su scala, roadmap, budget, analisi di mercato e modelli di ricavo”, hanno dichiarato i fondatori a GamesIndustry.biz.

La filosofia dello studio si basa su un approccio “più piccolo e intenzionale”, riassunto nel principio: “Non costruire uno studio che abbia bisogno di un enorme successo per sopravvivere”. L’obiettivo è mantenere focus e coerenza creativa senza inseguire una crescita forzata.

Stiamo applicando la disciplina e l’artigianalità sviluppate in BioWare, dove visione ed esecuzione avevano lo stesso peso, a qualcosa di più piccolo e più insolito”, spiegano. “I team ridotti si muovono più velocemente, comunicano meglio e restano allineati creativamente in modi difficili da mantenere su larga scala. Non stiamo cercando di diventare più grandi, ma di costruire con intenzione”.

Il primo titolo di Studio Reset sarà un mystery soprannaturale neon-noir, basato su un sistema chiamato Parallax Deduction, definito come un approccio al gameplay guidato dalla prospettiva. Il gioco eviterà enigmi illogici, puntando invece su soluzioni fondate su indizi chiari presenti nel mondo di gioco.

Alla base c’è la prospettiva: due persone possono osservare lo stesso evento e arrivare a conclusioni completamente diverse”, sottolinea il team. “In un gioco investigativo questo diventa potentissimo. Non ci interessa offrire un’unica interpretazione oggettiva, ma esplorare come i giocatori costruiscono significato a partire da informazioni incomplete