Star Wars: Fate of the Old Republic non sarà lunghissimo né userà IA generativa
di: Luca SaatiCasey Hudson, game director di Star Wars: Fate of the Old Republic, ha svelato nuovi dettagli sull’RPG in un’intervista a Bloomberg. Tra le informazioni più rilevanti, Hudson ha ribadito che il titolo uscirà prima del 2030, pur senza indicare una finestra di lancio precisa, sottolineando di non voler lavorare per cinque o sette anni su un singolo progetto.
Un punto centrale riguarda l’uso della tecnologia: Hudson ha confermato che l’intelligenza artificiale generativa non sarà utilizzata, definendola “creativamente senz’anima” e “inutile”. Una presa di posizione netta che va in controtendenza rispetto a molte produzioni recenti.
Anche la durata del gioco sarà più contenuta rispetto agli standard di alcuni RPG moderni.
“Più grande non significa necessariamente migliore. Se scopro che un gioco dura 200 ore, mi chiedo se dopo 20 ore sarò ancora all’inizio. Molti giocatori vogliono semplicemente giocare e arrivare alla fine”.
Nel corso dell’intervista, l’ex dirigente NetEase Simon Zhu ha rivelato che il progetto è finanziato dalla sua nuova società, GreaterThan Group. L’azienda ha già raccolto 40 milioni di dollari, con ulteriori impegni per quasi 60 milioni, grazie a investitori descritti come “imprenditori di successo nel gaming e nella tecnologia”.
Zhu ha spiegato che la scelta di creare una holding per investire nei videogiochi nasce dal disinteresse crescente dei grandi player verso il settore, sempre più attratti da tecnologie come l’IA. “Le grandi aziende tech si sono allontanate; anche i capitali sono spariti. Ora amano investire nell’IA”, ha dichiarato.
Nonostante ciò, Zhu si dice ottimista: l’industria sta mostrando segnali di ripresa e il pubblico resta solido. “Si può avere soddisfazione dei giocatori, successo commerciale e valore artistico senza compromessi”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza di sostenere progetti ambiziosi guidati da creativi di talento.