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Sony rimuove oltre 550 film acquistati dalle librerie digitali Playstation

di: Luca Saati

Sony ha confermato che rimuoverà oltre 550 film e serie TV acquistati dalle librerie digitali degli utenti PlayStation. A partire dal 1° settembre 2026, tutti i contenuti legati alla società di produzione e distribuzione Studio Canal verranno eliminati dalle librerie video a causa della scadenza di un accordo di licenza.

In un messaggio inviato agli utenti venerdì, l’azienda ha dichiarato che gli interessati “non potranno più accedere ai contenuti precedentemente acquistati”. Al momento, Sony non ha fornito dettagli su eventuali rimborsi o compensazioni, lasciando aperte diverse preoccupazioni tra i consumatori.

Il catalogo di Studio Canal su PlayStation include film noti come Evil Dead, Dal tramonto all’alba e Terminator 2: Il giorno del giudizio, oltre a serie TV come The Young Pope e Trust Me. L’elenco completo dei contenuti che verranno rimossi è disponibile sul sito ufficiale PlayStation.

La decisione riaccende il dibattito sulla conservazione dei contenuti digitali, soprattutto in una settimana in cui è emerso che Grand Theft Auto VI potrebbe essere uno dei più grandi lanci dell’intrattenimento a non prevedere una versione fisica al day one. Come accade per molti store digitali, i termini dell’accordo di licenza PlayStation stabiliscono che gli utenti acquistano una licenza d’uso, non la proprietà effettiva dei contenuti, che possono quindi essere rimossi alla scadenza degli accordi.

Non è la prima volta che Sony affronta critiche su questo tema. Nel 2021 l’azienda aveva annunciato la chiusura degli store per PS3, PS Vita e PSP, rischiando di rendere centinaia di giochi non più acquistabili. Dopo le proteste dei giocatori, fece parzialmente marcia indietro mantenendo attivi gli store PS3 e Vita.

La questione della preservazione resta centrale nel settore. La giornalista Brittany Vincent aveva già sottolineato come sia necessario aumentare gli sforzi per tutelare il patrimonio videoludico: “Il medium è inestimabile… non abbiamo più scuse per non archiviare ogni parte di questa forma d’arte”. Ha poi aggiunto che, senza un impegno concreto, si rischia di perdere altri contenuti “nelle sabbie del tempo”.