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Senatori USA esprimono timori per l’acquisizione saudita di Electronic Arts

di: Luca Saati

Crescono le preoccupazioni a Washington per la futura acquisizione di Electronic Arts (EA) da parte di un consorzio di investitori privati guidato dal Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano dell’Arabia Saudita.

Electronic Arts acquisita per 55 miliardi di dollari da un fondo privato

L’accordo, annunciato lo scorso mese, prevede un’operazione interamente in contanti da 55 miliardi di dollari, che porterà il gruppo – composto da PIFSilver Lake e Affinity Partners – ad acquisire il 100% di EA. Tuttavia, due senatori statunitensi, Richard Blumenthal ed Elizabeth Warren, hanno espresso gravi riserve sull’operazione, denunciando rischi per la sicurezza nazionale e potenziali influenze straniere sulla società americana.

In una lettera indirizzata al Segretario del Tesoro Scott Bessent, i senatori hanno chiesto al Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS) di “applicare un esame rigoroso a questa proposta di privatizzazione straniera senza precedenti di un’importante azienda americana di tecnologia e intrattenimento”.

Blumenthal e Warren hanno sostenuto che gli investimenti strategici del PIF nei settori sportivo e videoludico non siano motivati da fini economici, ma da tentativi di influenzare l’opinione pubblica globale. “Il desiderio dell’Arabia Saudita di comprare influenza attraverso l’acquisizione di EA è evidente”, hanno scritto, sottolineando come il prezzo offerto superi di oltre 10 miliardi di dollari il valore di mercato della compagnia, nonostante le incertezze del settore videoludico.

I senatori hanno inoltre messo in dubbio la scelta del PIF di coinvolgere Affinity Partners, il fondo di investimento fondato nel 2021 da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. Secondo la lettera, l’obiettivo del PIF sarebbe facilitare l’approvazione dell’acquisizione da parte del governo americano, dato che la società di Kushner è finanziata in gran parte proprio dallo stesso fondo saudita.

La decisione di collaborare con un membro della famiglia Trump solleva serie domande”, si legge nella missiva, “su un possibile tentativo di ottenere approvazioni federali grazie a legami politici diretti.

I senatori temono inoltre che, una volta privatizzata, EA possa perdere trasparenza e diventare più vulnerabile all’influenza politica del regime saudita, con il rischio di manipolare i contenuti dei videogiochi o limitare la libertà d’espressione.

Blumenthal e Warren hanno avvertito che il controllo saudita potrebbe consentire al governo di interferire nei contenuti narrativi dei giochi EA, potenzialmente riscrivendo “storie su cultura e storia americana” per fini propagandistici.

In una seconda lettera indirizzata al CEO Andrew Wilson, i parlamentari chiedono chiarimenti su come EA garantirà l’indipendenza editoriale, la tutela dei dati personali dei giocatori americani e la protezione delle proprie tecnologie di intelligenza artificiale da usi impropri.

Tra le domande poste:

  • Come farà EA a impedire l’uso improprio dei dati dei suoi clienti da parte del governo saudita?
  • Come tutelerà la propria ricerca sull’intelligenza artificiale da potenziali abusi?
  • Come garantirà che i giochi EA non diventino strumenti di propaganda o censura?

L’accordo, approvato dal consiglio di amministrazione e previsto per la chiusura entro giugno 2026, manterrà Andrew Wilson come CEO e la sede principale a Redwood City, California. EA afferma che la transazione permetterà di “accelerare innovazione e crescita per costruire il futuro dell’intrattenimento.