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Saros, come nasce Arjun Devraj tra performance capture e traffico infernale

di: Luca Saati

Housemarque ha pubblicato una nuova serie di video dedicata allo sviluppo di Saros, offrendo uno sguardo approfondito sulla creazione del protagonista Arjun Devraj, interpretato da Rahul Kohli. Il progetto segna una svolta narrativa per lo studio, affiancando alla sua tipica eccellenza tecnica una forte componente emotiva e cinematografica.

In Saros, i giocatori vestono i panni di Arjun, un “Esecutore della Soltari” inviato sul pianeta alieno Carcosa per indagare sulla scomparsa di una colonia mineraria. Tuttavia, dietro la missione ufficiale si celano motivazioni più profonde, che spingono il personaggio oltre la semplice sopravvivenza tra ondate di proiettili e caos visivo.

Il documentario Finding Carcosa: Becoming Arjun accompagna gli spettatori dietro le quinte, mostrando il lavoro svolto nello studio di performance capture. Attraverso interviste e scene esclusive, il team e Kohli raccontano come tecnologia e interpretazione si fondano per dare vita a un personaggio credibile. “In quanto regista e giocatore, sono sempre stato affascinato da ciò che rende i personaggi dei videogiochi davvero reali”, spiega Paul J. Vogel. “Volevo mostrare non solo il lato tecnico, ma anche quello umano.”

Kohli descrive il suo primo approccio alla performance capture con ironia: “L’ho odiato. All’inizio ti senti ridicolo in quella tuta di lycra”. Ma superato l’imbarazzo iniziale, il set si trasforma in un palcoscenico essenziale, dove restano solo attori, regia e sceneggiatura. “È la forma più pura di recitazione”, aggiunge, citando un consiglio ricevuto da Troy Baker.

Per aiutare il cast a entrare nei personaggi, Housemarque ha iniziato le riprese dalle sequenze più oniriche, permettendo agli attori di trovare gradualmente tono e identità. Questa libertà creativa ha favorito interpretazioni più naturali, rafforzate anche dal contributo diretto di Kohli, lui stesso videogiocatore. “Aveva molte idee, anche sulla sceneggiatura”, racconta il narrative designer Khalil Osaimi. “Quella collaborazione ha aggiunto dettagli che rendono tutto autentico.”

Uno degli aneddoti più curiosi riguarda proprio la nascita della voce di Arjun. Bloccato nel traffico di Los Angeles mentre cercava di raggiungere uno studio di registrazione prima di un volo, Kohli si è ritrovato a registrare un teaser in uno stato di forte frustrazione. “La voce che è uscita era più arrabbiata, più intensa di qualsiasi cosa avessi fatto prima”, ricorda. “E lì abbiamo capito: ‘Ecco chi è Arjun’.”

Per Vogel, questo episodio rappresenta perfettamente l’imprevedibilità del processo creativo: “A volte tutto ciò che serve per dare vita a un personaggio è un tragitto al lavoro andato storto”. Un momento poco glamour, ma decisivo per definire l’identità del protagonista.

Il risultato è un personaggio che nasce dall’incontro tra tecnologia avanzata, interpretazione attoriale e intuizioni spontanee. Per Kohli, Saros rappresenta anche un traguardo personale, un ruolo che unisce le sue due passioni: recitazione e videogiochi.

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