Rockstar: il caso dei licenziamenti è profondamente preoccupante, per il Primo Ministro britannico
di: Luca SaatiIl Primo Ministro britannico Keir Starmer ha definito “profondamente preoccupante” la vicenda dei presunti licenziamenti antisindacali avvenuti presso Rockstar Games, confermando che i ministri del Regno Unito “esamineranno il caso in questione”.
Durante un intervento alla Camera dei Comuni nel pomeriggio del 10 dicembre, il deputato laburista scozzese Chris Murray (Edinburgh East e Musselburgh) ha chiesto al Primo Ministro se “tutte le aziende, indipendentemente da profitti e dimensioni, debbano rispettare la legge sul lavoro del Regno Unito, e se ogni lavoratore abbia il diritto di aderire a un sindacato”. Murray ha dichiarato di aver incontrato rappresentanti di Rockstar, ma che l’azienda “non è riuscita a rassicurarlo sul rispetto delle norme di legge”, riportando inoltre le preoccupazioni del sindacato IWGB (Independent Workers’ Union of Great Britain) per presunto union busting.
Starmer ha risposto definendo il caso un “grave episodio di potenziale discriminazione sindacale”, ribadendo: “Ogni lavoratore ha il diritto di aderire a un sindacato. Siamo determinati a rafforzare i diritti dei lavoratori e a garantire che nessuno subisca conseguenze ingiuste per averne fatto parte.”
Secondo quanto riportato, lo scorso 30 ottobre Rockstar avrebbe licenziato 31 dipendenti per “gravi violazioni disciplinari”, tutti membri del sindacato. L’IWGB ha descritto la mossa dell’azienda come “l’atto più palese e spietato di repressione sindacale nella storia dell’industria videoludica”.
Da parte sua, Rockstar ha replicato affermando di aver agito “contro un ristretto numero di persone che avevano diffuso e discusso informazioni riservate in un forum pubblico”. Tuttavia, secondo l’inchiesta di People Make Games, tali “informazioni riservate” riguardavano discussioni sulle politiche interne di Slack in un server Discord chiuso e accessibile solo su invito, frequentato da dipendenti sindacalizzati e non.
Nelle settimane successive, 220 lavoratori di Rockstar North hanno firmato una lettera in cui condannano la decisione dell’azienda e chiedono “il reintegro immediato dei colleghi licenziati”. Proteste si sono svolte davanti alle sedi di Rockstar North e Take-Two Interactive a Londra ed Edimburgo, oltre che davanti agli uffici parigini della compagnia, in un’iniziativa guidata dai membri del sindacato francese STJV (Syndicat des Travailleureuses du Jeu Vidéo).
L’IWGB ha infine presentato ricorsi legali contro Rockstar, accusando l’azienda di licenziamento ingiusto e vessazioni antisindacali. In una dichiarazione ufficiale, il sindacato ha spiegato:
“Nonostante i nostri tentativi di incontrare Rockstar per risolvere la questione attraverso il dialogo, l’azienda ha rifiutato e ha insistito nel procedere con i licenziamenti, in un modo inaccettabile e illegale. Abbiamo quindi presentato azioni legali formali a nome dei nostri iscritti, che sostengono che la condotta di Rockstar costituisca una forma di discriminazione e schedatura sindacale.”