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Red Dead Redemption 2, Dan Houser rivela: “Siamo stati in ritardo e oltre il budget”

di: Luca Saati

Durante una recente intervista con Lex FridmanDan Houser – ex capo sceneggiatore e cofondatore di Rockstar Games – ha parlato dello sviluppo turbolento di Red Dead Redemption 2, uno dei videogiochi più acclamati degli ultimi vent’anni. Il titolo, vincitore di numerosi premi e con oltre 77 milioni di copie vendute, è ormai considerato un classico moderno, ma il suo percorso di produzione è stato tutt’altro che lineare.

Houser ha ricordato l’enorme pressione subita dal team: «Con Red Dead 2 eravamo in ritardo sulla tabella di marcia. Eravamo così oltre il budget che non volevo nemmeno pensarci. Stai creando un gioco su un cowboy che muore di tubercolosi, e il progetto non si sta concretizzando. In quei momenti molti iniziano a dubitarti. Non è divertente. C’era tanta pressione.»

Nonostante tutto, Houser attribuisce il successo al talento del team e alla forza del materiale di base: «Il West e tutte le sue tematiche si prestavano perfettamente. Il sistema di tiro era fantastico, e i cavalli incredibili. C’era una combinazione di esperienza tecnica, una squadra molto forte e contenuti solidi.»

Lo sviluppo di Red Dead Redemption 2 ha anche acceso un intenso dibattito sul fenomeno del crunch nell’industria videoludica, spingendo Rockstar a rivedere le proprie pratiche interne. Secondo un’inchiesta di Jason Schreier per Bloomberg, persino il rinvio di Grand Theft Auto 6 sarebbe dovuto a «un reale desiderio della dirigenza di evitare un crunch brutale».