Publisher delusi dalla decisione di Playstation di abbandonare i dischi
di: Luca SaatiSony ha annunciato l’intenzione di interrompere la produzione di dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation a partire da gennaio 2028. Da quel momento, i titoli saranno disponibili esclusivamente in formato digitale, mentre quelli già pubblicati su disco prima di tale data non subiranno modifiche. Parallelamente, l’azienda sta riconvertendo la sua ultima fabbrica di dischi fisici in Austria, dove i lavoratori verranno riqualificati per produrre microlenti ottiche destinate a tecnologie a basso consumo energetico.
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La transizione al digitale riguarda anche i servizi: il PlayStation Store su PS3 e PS Vita verrà chiuso entro luglio 2027, impedendo nuovi acquisti di contenuti su queste piattaforme. Questa svolta ha però suscitato forti reazioni nell’industria, con sviluppatori ed editori che considerano il supporto fisico ancora cruciale per la conservazione dei videogiochi e per la libertà di scelta dei consumatori.
Iam8bit, specializzata in edizioni da collezione, ha espresso profonda delusione per la decisione. I co-proprietari Jon Gibson e Amanda White hanno dichiarato:
“Siamo profondamente delusi dalla decisione di Sony di sospendere la produzione di giochi fisici nel 2028. I giochi fisici sono fondamentali per la conservazione, la proprietà e la libertà di scelta dei consumatori. Il nostro impegno verso questi valori resta invariato. Lunga vita ai supporti fisici”.
Anche Atari ha ribadito il proprio impegno verso il formato fisico, sottolineando l’importanza per i fan e i collezionisti:
“Continueremo a creare prodotti per chi considera il collezionismo una parte essenziale dell’esperienza di gioco e a distribuire edizioni fisiche quando possibile”.
Silver Lining Interactive, editore britannico, ha definito la notizia “ovviamente deludente”, evidenziando come esista ancora una vasta comunità di giocatori legata alle copie fisiche. L’azienda ha assicurato che continuerà a supportare entrambi i formati:
“Crediamo fermamente nell’offrire scelta alla nostra comunità e continueremo a lavorare per distribuire giochi sia in formato digitale che fisico”.
Sulla stessa linea Lost in Cult, impegnata nella preservazione videoludica, che ha dichiarato di essere “profondamente rattristata” e determinata a continuare la propria missione. Limited Run Games ha parlato della “fine di un’era”, pur riconoscendo le logiche di mercato dietro la decisione di Sony, mentre Strictly Limited ha ribadito che le edizioni fisiche restano “altamente rilevanti” per garantire la proprietà e la conservazione dei videogiochi come patrimonio culturale.
Dal punto di vista della conservazione, Frank Cifaldi della Video Game History Foundation ha offerto una visione più pragmatica: musei e archivi si stanno preparando da tempo a un futuro digitale. Tuttavia, ha criticato l’industria per la mancanza di soluzioni concrete, affermando che affidarsi a copie digitali senza adeguate politiche di conservazione non è sufficiente:
“Chiedere ai musei di scaricare una copia di un gioco e sperare che funzioni tra 50 anni non è una soluzione”.