PS5, una nuova analisi rivela perché a Sony conviene il passaggio al full digital
di: Luca SaatiSony ha confermato che nel 2028 manderà in pensione il supporto fisico di PS5. Una scelta che scontenta una minoranza vocale di superfan ma che, guardando ai numeri, ha una motivazione molto semplice: margine.
Negli ultimi anni una quota consistente di utenti continua a comprare giochi fisici su PlayStation, ma il tipo di gioco fa una differenza enorme. Le stime di Alinea Analytics mostrano la percentuale di copie fisiche vendute su dieci titoli di punta PlayStation negli ultimi due anni: si va da Final Fantasy VII Rebirth al 48,0% di copie fisiche fino a Black Myth: Wukong fermo al 10,8%. Una forbice che racconta bene chi, nel 2026, tiene ancora ai dischi.
In cima alla classifica troviamo il territorio dei collezionisti: i grandi videogiochi singleplayer come FFVII Rebirth, Astro Bot, Spider-Man 2, Expedition 33, che molti giocatori più “stagionati” vogliono vedere esposte in libreria. Alla base, invece, stanno i titoli dei nativi digitali, come Black Myth: Wukong (gioco nato su PC, con una base enorme in Cina abituata al download digitale) e Madden 26, annuale live service che quasi nessuno sente il bisogno di avere in scatola. La maggior parte dei giochi sportivi annuali si attesta su quote fisiche simili.
Dietro le quinte, i publisher terze parti sono comprensibilmente contenti: l’economia dell’unità venduta pende sempre più verso il digitale. Su un titolo first-party da 70 dollari, una copia su disco frutta a Sony circa 45 dollari dopo il taglio del retail e i costi di produzione, mentre una vendita digitale trattiene quasi l’intero prezzo, avvicinandosi ai 70 dollari. Parliamo di un incremento di margine di circa il 54% per copia. Anche sui giochi di terze parti il divario resta notevole: circa 35 dollari su disco contro 49 in digitale, un uplift vicino al 40%. Con prezzi base a 80 dollari, questo divario in valore assoluto si allarga ancora di più a ogni vendita convertita da fisico a digitale.
Secondo i calcoli interni, Sony ritiene che eventuali vendite perse eliminando il lettore ottico saranno molto meno rilevanti del guadagno di margine su ogni singola unità digitale. In pratica, la compagnia sta tagliando un canale retail sempre più piccolo e a basso margine per spingere tutti verso uno storefront totalmente controllato, incassando direttamente anche la quota che oggi spetta ai negozi.
Un dato colpisce più di tutti: con FFVII Rebirth al 48% di copie fisiche, quasi metà dei suoi acquirenti è passata attraverso il canale meno redditizio per Sony. Spingere anche solo una parte di quei giocatori verso il digitale significa aumentare di circa la metà il ricavo per copia su quella fetta di pubblico. Ed è proprio questa matematica da sala riunioni, più che il sentimento dei fan, a guidare la strategia con cui PlayStation si prepara a dire addio ai dischi entro il 2028.