Playstation: perdita da 765 milioni su Bungie, mentre continua l’emorragia di utenti di Marathon
di: Luca SaatiSony ha pubblicato il suo ultimo report finanziario e i numeri non sono affatto incoraggianti. Tra i dati più rilevanti spicca una perdita per svalutazione da 765 milioni di dollari legata direttamente a Bungie, lo studio acquisito nel 2022 per 3,6 miliardi. Il risultato riflette le difficoltà emerse dopo il lancio di Marathon, arrivato appena due mesi fa.
Questa pesante svalutazione evidenzia una situazione critica per Bungie, che non sembra più rappresentare il valore strategico sperato dopo l’acquisizione. Le preoccupazioni aumentano soprattutto a causa delle difficoltà di Marathon nel trattenere i giocatori, nonostante i tentativi dello studio di innovare nel genere extraction, uno dei più instabili del mercato.
Bungie non ha ancora condiviso dati ufficiali dettagliati, ma le statistiche pubbliche di Steam mostrano un andamento preoccupante. Al momento, il gioco conta circa 6.000 giocatori attivi, con un picco nelle ultime 24 ore intorno ai 15.000. Numeri decisamente inferiori rispetto ad altri titoli extraction già presenti sul mercato, anche quelli usciti da mesi o anni.
La svalutazione annunciata da Sony arriva in un contesto già complicato: l’utile operativo è sceso del 24% su base annua, al di sotto delle aspettative degli analisti. Sebbene PlayStation 5 abbia quasi raggiunto quota 100 milioni di unità distribuite, il ritmo delle vendite sta rallentando, anche a causa delle persistenti difficoltà nella catena di approvvigionamento globale.
Nel dettaglio, Sony ha confermato che Bungie ha generato una perdita per svalutazione di 765 milioni nell’ultimo anno fiscale, di cui ben 565 milioni registrati solo nell’ultimo trimestre. Questo indica un calo significativo del valore dello studio rispetto a quanto riportato nei bilanci della compagnia.
Le prospettive non sembrano rosee: secondo le stime, Bungie difficilmente riuscirà a recuperare queste perdite, soprattutto perché i titoli attuali e futuri non sembrano in grado di generare ricavi sufficienti a compensare il calo.