Playground Games voleva andare oltre Forza Horizon già nel 2017
di: Luca SaatiDopo anni di attesa e sviluppo, Fable di Playground Games e Xbox sembra finalmente avere una finestra d’uscita definitiva: autunno 2026. Il reboot dell’amata saga fantasy non solo arriverà su Xbox Series X/S e PC, ma anche su PlayStation 5, segnando un importante passo nel nuovo corso strategico di Microsoft. E mentre il progetto si avvicina al traguardo, emergono anche dettagli inediti sulle origini del suo sviluppo: la volontà di abbandonare la comfort zone di Forza Horizon risale addirittura al 2017.
In un’intervista concessa a GamesRadar, Ralph Fulton, general manager di Playground Games, ha raccontato come l’idea di diversificare i progetti nacque subito dopo il lancio di Forza Horizon 3 nel 2016.
“Le prime conversazioni su fare qualcosa di diverso da Forza Horizon e costruire un secondo team risalgono all’anno successivo alla pubblicazione di Forza Horizon 3.
Era il miglior Forza Horizon che avessimo mai realizzato. Il team aveva trovato la sua dimensione, il gioco era di altissima qualità e raggiunse un pubblico vastissimo. Ci sentivamo alla grande.”
L’idea di costruire un secondo team e fare qualcosa di diverso era legata al desiderio di metterci alla prova, di imparare e crescere come sviluppatori.”
È in questo contesto che prese forma l’ambizioso progetto Fable, pensato per sfruttare le competenze dello studio nel design e nella tecnologia open world, ma declinate in un RPG narrativo e fiabesco.
Playground riconobbe infatti di avere “abilità trasferibili” nella progettazione di mondi aperti, nello streaming dei contenuti e nei sistemi di gioco dinamici. Tuttavia, adattare la propria tecnologia a un RPG fantasy richiese tempo e un lavoro di ottimizzazione profondo. Fulton ha ammesso che non ricorda chi suggerì per primo il nome Fable, ma che “appena ho sentito quella parola, ero già convinto”.
Il team britannico, però, non vuole limitarsi a proseguire il lavoro di Lionhead Studios, chiuso nel 2016.
“Non siamo Lionhead, siamo un altro studio, con persone e una cultura diverse. Sarebbe poco autentico cercare di realizzare semplicemente Fable 4.”