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Persona 1 e 2, i remake si faranno “probabilmente” per preservare la serie

di: Luca Saati

I remake di Persona 1 e Persona 2 potrebbero prima o poi diventare realtà. A ribadirlo è Kazuhisa Wada, producer di Persona 4 Revival e figura di riferimento per la serie, secondo cui riportare in vita i vecchi capitoli rappresenterebbe una vera e propria forma di preservazione culturale.

Il tema della conservazione dei videogiochi è diventato particolarmente attuale negli ultimi tempi, soprattutto dopo l’annuncio di Sony relativo alla progressiva cessazione della produzione di supporti fisici per i nuovi giochi PlayStation a partire dal 2028. La preservazione dei titoli più datati rappresenta già da anni una sfida importante, ma la prospettiva di un futuro sempre più orientato al digitale rende ancora più delicata la possibilità di continuare ad accedere ai videogiochi del passato.

In questo scenario, Atlus sembra intenzionata a mantenere accessibili anche le produzioni più vecchie della serie Persona. In una nuova intervista rilasciata a Rock Paper Shotgun, Wada ha parlato del rapporto tra remake, remaster e conservazione delle opere, partendo dall’esperienza di Persona 3 Reload.

“Quando concepimmo originariamente l’idea di Persona 3 Reload, sapevamo già di voler realizzare anche P4R; abbiamo dovuto mettere il progetto in secondo piano, ma era qualcosa a cui avevamo pensato contemporaneamente”, ha spiegato Wada.

Il producer ha poi illustrato il motivo per cui considera i remake importanti anche al di là del semplice aggiornamento tecnico di un videogioco.

“Per me, un remaster o un remake è una sorta di preservazione culturale. Come creatore, è tuo dovere prendere ciò che hai realizzato e assicurarti che non vada perduto e che continui a esistere nel mondo moderno”, ha dichiarato.

Proprio partendo da questa filosofia, Wada ha quindi fatto riferimento ai primi capitoli della serie: “Da questa stessa prospettiva, probabilmente prima o poi faremo anche Persona 1 e 2”.

Non è la prima volta che Wada lascia intendere che i due giochi potrebbero essere sottoposti a un remake. In una precedente intervista, il producer era stato ancora più diretto, affermando: “Non posso dirlo con certezza, ma personalmente penso che sia qualcosa che dovremmo assolutamente fare. Penso che dobbiamo farlo”.

Le sue nuove dichiarazioni sembrano quindi inserirsi in una visione più ampia della serie e del suo patrimonio storico. Se per Wada il remake costituisce uno strumento per impedire che le opere del passato vengano dimenticate, Persona 1 e Persona 2 rappresentano inevitabilmente due candidati importanti per questo processo.

I fan della serie, del resto, hanno già dimostrato un forte interesse nei confronti dei capitoli più vecchi. All’inizio dell’anno, Atlus aveva presentato nuovo merchandising dedicato proprio a Persona 1 e Persona 2, alimentando immediatamente le speculazioni su un possibile ritorno dei primi giochi.

Un eventuale progetto di questo tipo, tuttavia, non sarebbe semplice da realizzare. I primi Persona sono infatti molto più lontani dall’esperienza offerta dai capitoli moderni e presentano caratteristiche di gameplay, struttura e atmosfera profondamente diverse. Un remake dovrebbe quindi affrontare la delicata questione di quanto mantenere dell’esperienza originale e quanto invece modernizzare.

A complicare ulteriormente la situazione c’è poi Persona 2, che è composto da due titoli distinti, Innocent Sin ed Eternal Punishment. Un’operazione completa di rifacimento dei primi giochi della serie potrebbe dunque trasformarsi, di fatto, in un progetto articolato su un’intera trilogia.

Per il momento, Atlus non ha annunciato ufficialmente alcun remake di Persona 1 o Persona 2. Le parole di Wada, però, confermano che l’idea continua a essere presa in considerazione e che, almeno dal suo punto di vista, riportare questi giochi nell’era moderna non sarebbe soltanto un’operazione commerciale, ma anche un modo per preservare una parte importante della storia di Persona.