La storia di Crimson Desert sarebbe stata decisa all’ultimo minuto
di: Luca SaatiEmergono nuovi dettagli turbolenti sullo sviluppo di Crimson Desert. Secondo alcune testimonianze di ex e attuali sviluppatori di Pearl Abyss, la storia del gioco sarebbe stata definita solo poco prima del lancio, mentre un clima di tensione interna e decisioni creative discutibili avrebbero compromesso il risultato finale.
Su Blind, piattaforma anonima riservata ai professionisti dell’industria videoludica, diversi messaggi rivelano presunti retroscena dello sviluppo. Uno degli autori, ex dipendente di Pearl Abyss ora passato a Nexon, afferma che “la trama di Crimson Desert non era stata decisa fino a poco prima del rilascio”. Proprio per questo motivo non sarebbe mai stato realizzato un vero story trailer, e il gioco si sarebbe dovuto concentrare in origine su un gruppo di mercenari, oggi quasi assente nella versione finale.
In origine, secondo il post, la storia ruotava attorno a “un giovane re spodestato che, insieme a una principessa e al suo primo ministro, cercava di riconquistare il potere nella regione del Crimson Desert”. Tuttavia, un cambio di direzione interna avrebbe completamente stravolto la trama. “Un direttore è stato estromesso dopo una lotta di potere, e quando al suo posto è arrivato un responsabile proveniente dal reparto artistico, tutto è stato ribaltato”, si legge nel messaggio. L’autore critica inoltre un ambiente di lavoro dominato da superiori “compiacenti e privi di opinione personale”.
Un altro sviluppatore, tuttora in forza a Pearl Abyss, ha confermato su Blind le difficoltà interne, descrivendo l’azienda come “una piramide rovesciata” in cui i leader cercano solo persone che dicano sempre sì. “Mi è stato detto che non potevo essere uno di loro perché un leader deve guardare nella stessa direzione. In realtà significa che vogliono solo chi non contraddice mai”, scrive il dipendente. Secondo la sua testimonianza, molti nel team erano consapevoli che Crimson Desert stesse “deragliando”, ma non avevano la possibilità di esprimere dissenso.
Gli stessi sviluppatori lamentano anche una gestione superficiale delle idee di design: “Prendevano elementi da altri giochi solo perché sembravano belli, senza capire perché funzionassero altrove”, afferma l’anonimo impiegato. Il risultato sarebbe stato un mix caotico di meccaniche e un sistema di controllo poco coerente.
Nonostante le accuse provengano da fonti anonime, Blind richiede l’autenticazione tramite email aziendale, fornendo un certo grado di credibilità ai post. Tuttavia, resta prudente mantenere un margine di dubbio: si tratta pur sempre di testimonianze non ufficiali.