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Krafton e Unknown Worlds: scoppiano le accuse di “task force segreta” e pressioni su Subnautica 2

di: Luca Saati

Esplode il caso legale tra Krafton e gli ex dirigenti di Unknown Worlds, autori di Subnautica 2: secondo documenti processuali appena pubblicati, il colosso sudcoreano avrebbe creato una task force segreta denominata Project X con lo scopo di forzare un accordo economico o “appropriarsi” di Unknown Worlds.

Il processo, apertosi il 17 Novembre, nasce dalle richieste degli ex fondatori di essere reintegrati nel ruolo precedente. Secondo quanto depositato da Fortis Advisors, gli avvocati dei querelanti sostengono che Krafton abbia licenziato i fondatori e ritardato il lancio di Subnautica 2 per evitare il pagamento di un bonus da centinaia di milioni di dollari, legato al raggiungimento di determinati traguardi di fatturato per l’Early Access previsto nel 2025. Si parla di una cifra vicino ai 250 milioni di dollari, che secondo i legali Krafton avrebbe voluto “aggirare” usando tattiche di pressione e strategie occulte, tra cui la creazione di una task force dedicata capace di “forzare un takeover” in assenza di un accordo sugli incentivi.

Tra le accuse più sorprendenti, i documenti parlano di un presunto utilizzo dell’intelligenza artificiale durante la disputa interna. “Kim si è rivolto a un’intelligenza artificiale per trovare modi di evitare il pagamento del bonus”, recita il documento, riferendosi al CEO di Krafton Kim Chang-han. Sempre secondo i legali dei fondatori, ChatGPT avrebbe risposto che sarebbe stato “difficile annullare l’earn-out”. Tuttavia, Krafton non avrebbe poi fornito le conversazioni con il chatbot, affermando che “non esistono più”.

Inoltre, l’accusa racconta di messaggi Slack tra il CEO di Krafton CH Kim e il nuovo CFO di Unknown Worlds, Richard Yoon, in cui si discuteva apertamente di una possibile presa di controllo. Kim avrebbe confessato a Charlie Cleveland, storico fondatore di Unknown Worlds, che il pagamento dell’“earnout” rischiava di influire drasticamente sul valore dello studio, sottolineando che lui stesso si sarebbe dovuto assumere la responsabilità di una simile perdita. Secondo il dossier legale, Krafton avrebbe inoltre tentato di persuadere i fondatori a rinviare l’uscita di Subnautica 2, adducendo motivazioni poi rivelatesi infondate: il gioco, secondo il parere degli esperti interni e i dati sui playtest presentati a maggio, era infatti apparso pronto al lancio già da agosto, smentendo la presunta necessità di ritardi.

Krafton, dal canto suo, respinge le accuse: sostiene che i tre ex leader minacciarono di pubblicare Subnautica 2 senza l’appoggio della compagnia, e che solo per questo furono costretti a terminarne il rapporto. In aggiunta, avrebbe accusato i fondatori di aver scaricato decine di migliaia di file aziendali poco prima del licenziamento, ricevendo secche smentite da parte degli interessati, che parlano di “versioni dei fatti continuamente modificate” da parte della società. “Siamo stati costretti a intervenire quando i precedenti leader mostravano scarso interesse per lo sviluppo di Subnautica 2, che è sempre stata la nostra priorità”, ha dichiarato Krafton a Kotaku.

Le nuove carte processuali aggiungono che la corte “non dovrebbe tollerare le teorie mutevoli di Krafton”, e sottolineano come nemmeno i rappresentanti della società siano stati in grado di fornire nomi concreti di dipendenti convinti che Subnautica 2 non fosse pronto per il lancio previsto.