Il team di Star Wars Zero Company avrebbe licenziato l’80% dello staff
di: Luca SaatiStar Wars Zero Company, il titolo d’esordio di Bit Reactor, ha ottenuto recensioni eccezionali, diventando il gioco di Star Wars più apprezzato degli ultimi 22 anni. Dietro questo successo, però, si nasconde una situazione decisamente meno positiva: secondo un nuovo report, fino all’80% dei dipendenti dello studio sarebbe stato messo in congedo non retribuito nelle settimane precedenti al lancio.
La notizia è stata riportata da Game File, secondo cui una percentuale compresa fino all’80% del personale di Bit Reactor sarebbe stata sottoposta a furlough, una sospensione dal lavoro senza stipendio che, a differenza di un licenziamento formale, non comporta la cessazione del rapporto di lavoro.
La decisione sarebbe stata presa nelle settimane che hanno preceduto il lancio di Star Wars Zero Company, avvenuto il 27 agosto. Al momento, nello studio sarebbe rimasto soltanto un gruppo ridotto di dipendenti incaricato principalmente di occuparsi di eventuali problemi e bug emersi dopo l’uscita.
Un rappresentante di Bit Reactor ha confermato a Game File che i congedi sono effettivamente avvenuti, senza tuttavia specificare quante persone siano state coinvolte.
La vicenda è emersa anche attraverso le parole di Zachariah Scott, un ex sviluppatore di Bit Reactor, che su LinkedIn ha criticato la comunicazione dello studio e dei partner coinvolti nel progetto. Scott ha scritto:
“È malato e assurdo vedere tutte queste persone di EA e Disney, così come i dirigenti di Bit Reactor, pubblicare post da 10/10 sul grande successo di Star Wars Zero Company e lodare il lavoro del team, nascondendo apparentemente il fatto che il team era stato messo in congedo settimane fa.”
Il tempismo della decisione rende la situazione ancora più particolare. La sospensione dei dipendenti sarebbe infatti stata stabilita prima che arrivassero le recensioni straordinariamente positive del gioco. Star Wars Zero Company ha debuttato con il punteggio Metacritic più alto mai ottenuto al lancio da un gioco di Star Wars negli ultimi 22 anni, superando anche produzioni molto apprezzate e tornando ai livelli di Star Wars: Knights of the Old Republic II – Sith Lords, pubblicato nel 2004.
Il gioco è nato dalla collaborazione tra Bit Reactor e Respawn Entertainment ed è pubblicato da Electronic Arts. Non sono però ancora disponibili dati chiari sulle copie vendute dal lancio del 27 agosto. Di conseguenza, non è noto neppure quali risultati commerciali sarebbero necessari affinché i dipendenti sospesi possano tornare a percepire uno stipendio, né se il successo del gioco possa tradursi in eventuali bonus per il team.
A complicare ulteriormente la situazione c’è anche una controversia legale interna allo studio. Le difficoltà legate alle sospensioni sono state infatti menzionate in una causa attualmente in corso intentata da Alison Kelly, ex Chief Operating Officer di Bit Reactor. Kelly accusa il cofondatore dello studio Greg Foertsch di averla costretta a lasciare l’azienda e di averle negato una quota di proprietà paritaria.
Foertsch ha respinto le accuse. I suoi legali sostengono invece che il ruolo di Kelly all’interno dell’azienda sarebbe stato ridimensionato a causa di una prestazione lavorativa ritenuta insufficiente. In una delle memorie difensive, citata da Game File, si legge:
“Le accuse della ricorrente secondo cui Foertsch le avrebbe negato l’accesso ai libri contabili, si sarebbe attribuito benefici finanziari e avrebbe posto fine ingiustamente al suo rapporto di lavoro sono prive di fondamento.”
Il processo non dovrebbe iniziare prima del 2027, lasciando aperti numerosi interrogativi sul futuro di Bit Reactor. Resta da capire quanti dipendenti torneranno effettivamente al lavoro, se lo studio riuscirà a sostenere nuovamente i costi del personale e, soprattutto, se il successo critico di Star Wars Zero Company sarà sufficiente a garantire un futuro alla software house.
Un altro interrogativo riguarda un possibile seguito. Zero Company è stato accolto molto bene dalla critica, ma l’incertezza sul futuro dello studio potrebbe complicare qualsiasi decisione relativa a un sequel, soprattutto mentre Electronic Arts attraversa una fase di forte ristrutturazione dopo il passaggio di proprietà a un consorzio guidato dall’Arabia Saudita.
SCOOP: A few weeks before the launch of Star Wars Zero Company, most of the developers at its studio were furloughed
The studio says they hope to secure funds to restore their pay. Some are skeptical it'll happen
I learned about this via a bitter lawsuithttps://t.co/anIOjZwb44
— Stephen Totilo (@stephentotilo) September 1, 2026