Il team di Dispatch contro l’IA: non è una soluzione creativa per veri autori
di: Luca SaatiAdHoc Studio, il team dietro al sorprendente successo di Dispatch, ha preso una posizione netta contro l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nel processo creativo dei videogiochi, definendo queste tecnologie come “non una soluzione creativa“.
Dispatch è una commedia supereroistica ambientata sul posto di lavoro, dove le scelte contano davvero. Il titolo, uscito lo scorso mese, ha rappresentato una vera rivelazione per la piccola casa di sviluppo, superando 1 milione di copie vendute nel mondo.
Quando interrogato sull’utilizzo dell’IA durante lo sviluppo di Dispatch, il direttore creativo e co-fondatore dello studio, Nick Herman, ha respinto nettamente l’ipotesi:
“Nessuna IA farà quello che ha fatto lui,” ha dichiarato Herman a GamesIndustry.biz. “Ha portato qualcosa a quel personaggio che non ci aspettavamo. Le interpretazioni di lui, di Aaron e di tutto il cast stanno elevando il materiale in modo che semplicemente non si può ottenere con l’IA.”
Herman sottolinea che, scegliendo la via dell’IA, si perde la sorpresa:
“Non verrai mai sorpreso, perché l’IA si basa su qualcosa che hai già sentito. Onestamente, l’IA sembra una soluzione produttiva, non creativa. Forse può essere creativa solo per chi non lo è realmente.”
Michael Choung, produttore esecutivo e cofondatore dello studio, ribadisce il pensiero:
“Qualunque cosa stiamo costruendo, deve essere fatta dalle persone. Deve connettersi con le persone. Stiamo monitorando l’IA, come tutti, ma sembra avere difficoltà persino a raggiungere il ‘abbastanza buono’. E per noi, ‘abbastanza buono’ è il nemico”.