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Il director di Kingdom Come sull’IA: è qui e non andrà da nessuna parte

di: Luca Saati

Daniel Vávra, autore e regista di Kingdom Come: Deliverance e Kingdom Come: Deliverance 2, ha pubblicato sui social una dichiarazione schietta e predittiva sull’intelligenza artificiale. Il messaggio è arrivato in risposta a un video che mostrava i sorprendenti progressi degli strumenti di creazione video generativa e fotorealistica, sempre più avanzati e, per molti, inquietanti.

Veterano dell’industria videoludica con oltre vent’anni di esperienza, Vávra ha sottolineato che “film e videogiochi non saranno mai più gli stessi”, invitando ad accogliere i benefici offerti da questa tecnologia invece di ostacolarla.

“Tutti odiano l’IA (beh, in realtà non proprio tutti). Ma vi avevo detto che il suo futuro è inevitabile. Odiatemi pure, è la verità. Questo è un trailer realizzato da un fan, in due giorni, da una sola persona. L’industria del cinema (e dei videogiochi) non sarà mai più la stessa. Potete vederlo come la fine di un gioco o come un’opportunità per creare grandi cose senza i soldi delle grandi corporazioni. Ma non importa cosa pensiate. È qui e non andrà da nessuna parte.”

Per Vávra, opporsi all’intelligenza artificiale è inutile: la tecnologia continuerà ad evolversi e l’unica via sensata è imparare a convivere con essa. Secondo il game director, l’IA può diventare un alleato per migliorare processi e risultati, consentendo a sviluppatori indipendenti di realizzare progetti ambiziosi senza investimenti enormi.

Negli ultimi anni, sempre più studi di sviluppo hanno adottato l’uso dell’intelligenza artificiale per velocizzare test e produzione, soprattutto nei titoli di grandi dimensioni. Tuttavia, le polemiche non mancano quando le tecnologie generative finiscono per sostituire artisti, musicisti o attori. Celebre, in tal senso, la posizione di Doug Cockle, voce originale di Geralt di Rivia (The Witcher), che ha definito la replica vocale tramite IA una vera e propria “forma di furto”.

A chi lo accusa di “svendere l’arte”, Vávra ha risposto con un paragone diretto:

“La mia ‘arte’ è solo la materializzazione dei miei pensieri, il risultato del mio cervello che guida le mie mani. È come dire che guidare un’auto è un imbroglio innaturale per arrivare più in fretta, e che le uniche persone autentiche sono quelle che viaggiano a piedi.”