Il director di Clair Obscur: Expedition 33 spera che i videogiochi creati con l’IA non siano buoni
di: Luca SaatiGuillaume Broche, director del pluripremiato RPG Clair Obscur: Expedition 33, ha condiviso una visione tanto affascinante quanto inquietante sul futuro dello sviluppo videoludico, immaginando un mondo in cui basterà un semplice prompt per creare un gioco completo in pochi secondi.
Durante un’intervista al Video Game Club di Konbini, Broche ha spiegato che il suo studio, Sandfall Interactive, non utilizza l’intelligenza artificiale generativa per il lavoro creativo. “Dipende” invece per attività più tecniche o amministrative, ma per tutto il resto, ha chiarito, l’AI “toglie il piacere di creare”.
Il tema non è nuovo per lo studio, che lo scorso anno era finito al centro delle polemiche dopo la scoperta di texture generate con AI all’interno del gioco finale. Gli asset furono rapidamente rimossi, con la spiegazione che si trattava di semplici placeholder non destinati alla versione pubblica. Tuttavia, l’episodio ebbe conseguenze concrete, tra cui la revoca di due premi Game of the Year.
Guardando al futuro, Broche non nasconde una certa preoccupazione condivisa da molti sviluppatori: “Penso che tutti siano un po’ spaventati… per la strada che ci aspetta, per come potrebbero evolversi le cose”. E aggiunge: “Arriverà il giorno in cui potremo generare un gioco in cinque secondi con un prompt. Sarà un buon gioco? Spero di no”.
Nonostante i timori, il successo di Clair Obscur: Expedition 33 garantisce oggi una posizione solida al team. “Siamo uno studio sicuro”, conclude Broche, sottolineando come questa stabilità permetta loro di lavorare senza pressioni e senza dover necessariamente inseguire ogni nuova tecnologia.
Clair Obscur: Expedition 33 lead says we'll eventually "be able to churn out a game" with a prompt https://t.co/lNt039Plh0
— GamesRadar+ (@GamesRadar) July 5, 2026