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Il director di Clair Obscur: Expedition 33 richiede a gran voce un remaster di Lost Odyssey

di: Luca Saati

Clair Obscur: Expedition 33 è il gioco più nominato nella storia dei Game Awards del 2025, acclamato per il suo sistema di combattimento a turni profondo e per la narrazione coinvolgente amata dai fan. Alla base del suo successo c’è un omaggio a un grande classico Xbox 360: Lost Odyssey.

Guillaume Broche, direttore creativo di Expedition 33, racconta con emozione come Lost Odyssey sia stato per lui “l’ultimo grande RPG a turni con grafica realistica” e definisce il titolo esclusivo di Xbox 360 come “l’ultimo gioco che mi ha fatto piangere”. Pubblicato da Mistwalker, lo studio fondato da Hironobu Sakaguchi, creatore della serie Final FantasyLost Odyssey è stato un gioco molto apprezzato, ma che non ha mai avuto un vero sequel, diventando così un cult per una cerchia ristretta di appassionati.

Broche sottolinea come Lost Odyssey affrontasse temi profondi e maturi, con un protagonista amnesico che, attraverso racconti poetici scritti dal famoso romanziere giapponese Kiyoshi Shigematsu, rifletteva sulla vita e sulla morte. Questo racconto lirico, unito a un gameplay tattico e a combattimenti a turni con tempismo preciso, ha influenzato fortemente lo sviluppo di Clair Obscur: Expedition 33.

Nonostante al tempo fosse considerato “old school” dalla critica occidentale, Lost Odyssey ha mantenuto un affetto profondo nel suo pubblico di nicchia, tanto che Broche fa un appello accorato: “Rendere giustizia a Lost Odyssey, remasterizzatelo ora per farlo conoscere a più persone”. Il gioco è ancora giocabile sulle console Xbox moderne tramite retrocompatibilità e merita di essere riscoperto oltre lo status di cult.