Il creatore di Kingdom Come: Deliverance difende Larian sull’IA: la tecnologia è qui per restare
di: Luca SaatiDopo le accese discussioni online nate dalla rivelazione che Larian Studios sta utilizzando strumenti di intelligenza artificiale generativa, il co-fondatore di Warhorse Studios, Daniel Vávra, è intervenuto pubblicamente per difendere il team guidato da Swen Vincke.
Tutto è iniziato quando Vincke, in un’intervista a Bloomberg dopo l’annuncio del nuovo Divinity ai The Game Awards, ha spiegato che Larian sta sperimentando l’IA “per esplorare idee, creare presentazioni PowerPoint, sviluppare concept art e scrivere testi provvisori”. Nessun contenuto generato da IA, ha però assicurato, entrerà nel gioco finale. Nonostante ciò, molti utenti hanno criticato la scelta, sostenendo che anche un uso limitato sostituisca la creatività umana nelle prime fasi di sviluppo.
Vincke ha poi chiarito sui social che Larian non sta “sostituendo gli artisti con l’intelligenza artificiale”, ma solo utilizzando questi strumenti come si userebbero “Google o i libri di riferimento” per ispirazione visiva.
A quel punto è intervenuto Daniel Vávra, autore di Kingdom Come: Deliverance, che su X ha scritto che praticamente tutti gli studi ormai impiegano l’IA in maniera simile:
“Questa isteria sull’IA è come quando nel XIX secolo la gente distruggeva le locomotive a vapore. Larian ha solo ammesso pubblicamente qualcosa che fanno tutti, e si è scatenato un putiferio assurdo.”
Vávra ha anche rivelato di aver usato Topaz Labs per migliorare alcune texture del primo Kingdom Come, ammettendo:
“Non sono un fan dell’arte generata dall’IA, ma è tempo di affrontare la realtà. L’IA è qui per restare. Fa paura, sì, soprattutto nella musica, dove ormai è quasi impossibile riconoscerla, ma è inevitabile.”
Pur dichiarandosi contrario all’uso dell’IA per sostituire la creatività umana, Vávra ha riconosciuto i suoi vantaggi nelle attività più ripetitive:
“Fare un gioco richiede sette anni, 300 persone e decine di milioni di dollari. Se l’IA può aiutarmi a realizzare un titolo epico in un anno con un piccolo team, come ai vecchi tempi, ben venga. Avremo comunque artisti, scrittori e programmatori, ma potranno concentrarsi sugli aspetti essenziali.”
Sul tema dei doppiatori sintetici, il game designer ha sostenuto che l’IA potrebbe essere utile per i dialoghi secondari:
“Sarebbe fantastico poter chiedere a ogni NPC qualsiasi cosa. Certi strumenti permettono già di farlo. Non serve un’interpretazione da Oscar per ordinare una salsiccia in taverna o chiedere come arrivare al castello.”
Infine, Vávra ha previsto che l’uso esteso dell’intelligenza artificiale sia ormai inarrestabile:
“Resistere a questo cambiamento è come opporsi all’invenzione della macchina da cucire o tornare ai cavalli invece di usare le auto. Molti lavori cambieranno, ma chi vorrà davvero spendere mesi e centinaia di migliaia di dollari per qualcosa che si può ottenere in pochi minuti? Forse l’IA segnerà la fine dell’umanità, o forse consentirà a chiunque di realizzare grandi idee a costi minimi. In ogni caso, non si può fermare.”
https://x.com/DanielVavra/status/2001337278229279169