Il co-creatore di The Last of Us critica i moderni AAA: “Sono noiosi”
di: Luca SaatiBruce Straley, game director di The Last of Us e di diversi capitoli della serie Uncharted, ha espresso forti perplessità nei confronti dell’attuale panorama dei videogiochi AAA, definendo molti dei grandi blockbuster moderni “noiosi”.
Nel corso di un intervento raccolto da Edge per un approfondimento sullo stato dell’industria videoludica, Straley ha parlato dei problemi che, a suo avviso, caratterizzano le grandi produzioni contemporanee. Secondo il game director, uno degli aspetti più problematici è la scarsa propensione a correre rischi e a sperimentare nuove idee.
Tra gli esempi citati da Straley c’è God of War, un progetto che riconosce essere realizzato con un livello straordinario di cura e competenza, ma che, dal suo punto di vista, non riesce a suscitare lo stesso entusiasmo sul piano del gameplay.
“God of War, quando guardo quel gioco, penso che ogni pixel sia incredibile. La quantità di lavoro e di abilità impiegata in ogni singolo fotogramma… Ho realizzato giochi di questo tipo e ne sono ancora oggi sbalordito. Ma quando guardo effettivamente a ciò che fai nel gioco? Non sono entusiasta. E questo non è assolutamente un attacco al team di God of War. È che, nel complesso, nel settore AAA sembra non esserci spazio per inserire idee nuove e innovative”.
Le parole di Straley hanno però un aspetto particolarmente curioso. Molti degli elementi che oggi caratterizzano i blockbuster in terza persona sono infatti legati proprio ai giochi a cui ha lavorato durante la sua carriera in Naughty Dog. Uncharted e The Last of Us hanno contribuito a definire il modello dell’action adventure fortemente cinematografico che ha avuto una notevole diffusione negli anni successivi.
Il parallelismo è stato evidente anche nel caso di God of War del 2018, il soft reboot della serie di Santa Monica Studio. All’epoca, alcuni giocatori ironizzarono proprio sulle numerose somiglianze strutturali e narrative con The Last of Us, arrivando a descrivere scherzosamente il gioco come una sorta di “The Last of Us con Kratos”.
Straley ha lasciato Naughty Dog nel 2017, dopo l’uscita di Uncharted 4: A Thief’s End. Il suo nome compare inoltre nei ringraziamenti speciali nei titoli di coda di The Last of Us Part II, ma il suo effettivo contributo al progetto finale non è chiaro, considerando che il gioco ha attraversato quasi quattro anni di sviluppo dopo la sua uscita dallo studio.
La decisione di abbandonare Naughty Dog arrivò dopo un periodo segnato da un forte burnout legato ai ritmi e alle condizioni dello sviluppo AAA.
Oggi Straley lavora invece su produzioni più contenute attraverso il suo studio, Wildflower Interactive. Il primo progetto della software house, Coven of the Chicken Foot, è stato annunciato durante i The Game Awards 2025 e sembra rappresentare un deciso allontanamento dai blockbuster cinematografici realizzati da Straley durante gli anni trascorsi in Naughty Dog.