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I co-fondatori di Unknown Worlds accusano Krafton: “Ha cambiato teoria a metà della causa legale”

di: Luca Saati

La battaglia legale tra Krafton e i tre co-fondatori di Unknown Worlds, lo studio dietro Subnautica, continua a farsi sempre più complessa. Secondo quanto riportato da GamesIndustry.biz, Charlie Cleveland, Ted Gill e Max McGuire hanno accusato la compagnia sudcoreana di aver “cambiato la propria versione dei fatti” nel pieno della causa.

Stando ai documenti presentati in tribunale, l’accusa iniziale di Krafton riguardava la volontà dei tre fondatori di procedere con un rilascio anticipato di Subnautica 2, giudicato prematuro dalla compagnia. Su queste basi Krafton aveva giustificato il loro licenziamento.

Secondo i fondatori, però, la società avrebbe poi cambiato rotta, sostenendo che l’allontanamento fosse dovuto al fatto che i tre avessero salvato file di lavoro ai quali avevano pieno diritto di accesso.

“Krafton ha messo in atto una ritirata disorganizzata che solleva più domande che risposte. Definire questa nuova teoria un disperato tentativo sarebbe riduttivo: non solo i download non erano illeciti, ma Krafton sostiene di averne appreso l’esistenza solo dopo i licenziamenti. Non potevano quindi rappresentare la motivazione reale della decisione.”

Sulla base di questa “cambiata teoria”, i fondatori hanno chiesto alla corte di respingere la richiesta di Krafton di un’ispezione forense dei file. Il tribunale, il 12 settembre, ha accolto la richiesta respingendo l’istanza di Krafton “senza pregiudizio”, lasciando comunque aperta la possibilità di una nuova richiesta futura.

La disputa legale, iniziata a luglio, ruota intorno al rinvio dell’accesso anticipato di Subnautica 2, originariamente previsto per quest’anno e poi spostato al 2026. Krafton ha motivato la decisione sostenendo che il titolo non fosse pronto, ma i tre fondatori hanno accusato la compagnia di una campagna volta a rallentarne l’uscita, fino ad arrivare al loro allontanamento.

A luglio, l’attuale CEO di Unknown Worlds, Steve Papoutsis, ha difeso la posizione di Krafton, affermando che l’azienda non avrebbe trattenuto fondi né ostacolato lo sviluppo.

“Quello che mi è stato presentato è sempre stato un incoraggiamento a realizzare un grande gioco. Un impegno verso i giocatori, verso il processo creativo e verso l’idea che, quando arriveremo in Accesso Anticipato, il titolo sarà all’altezza delle aspettative.”