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Hideo Kojima per il futuro della proprietà dei contenuti digitali

di: Luca Saati

Hideo Kojima si è detto “davvero triste” per la decisione di PlayStation di abbandonare i giochi su disco, ma ha anche espresso una preoccupazione più profonda per il futuro della proprietà dei contenuti digitali, soprattutto con l’avanzare del cloud gaming.

Parlando al festival “Il Cinema in Piazza” in Italia, il creatore di Death Stranding e Metal Gear ha sottolineato come, almeno nel caso dei giochi digitali, i dati restino salvati sull’hardware dell’utente. Una sicurezza che potrebbe svanire con il passaggio allo streaming. “Dato che la produzione terminerà nel 2028, si parla di videogiochi, ma io sono cresciuto con i supporti fisici, quindi la cosa mi rende davvero triste”, ha dichiarato. “Ultimamente sto comprando molti Blu-ray e CD.”

Kojima ha evidenziato una differenza cruciale tra videogiochi e altri media: “Nei giochi i dati vengono scaricati sull’hard disk, quindi restano sul tuo hardware. Ma se in futuro tutto passerà allo streaming, non sarà più così.” Il rischio, secondo lui, è perdere completamente il controllo sui contenuti acquistati.

Approfondendo il tema, ha spiegato il funzionamento dei servizi in abbonamento: “Con piattaforme come Netflix o Amazon, c’è un server da qualche parte e tu hai solo il diritto di aprire il rubinetto. Quando lo fai, i dati scorrono. Non li possiedi davvero.” Una dinamica che, secondo Kojima, potrebbe diventare la norma anche per i videogiochi.

Il punto più critico riguarda la dipendenza da infrastrutture e decisioni esterne. “Ci sono aziende che possiedono questi server e ti permettono di accedere pagando un abbonamento. Ma tra nazioni, politica e diversi sistemi di pensiero, bisogna considerare che i dati potrebbero smettere di essere distribuiti.” In quel caso, avverte, non sarebbe più possibile giocare o guardare i contenuti preferiti.

Kojima conclude con un monito: “Questo è ciò che fa paura. Quello che accadrà ai videogiochi nel 2028 potrebbe succedere anche ai film. Vorrei che tutti ci riflettessero.” Le sue parole riprendono timori già espressi nel 2021, quando aveva manifestato preoccupazione per la possibile perdita di accesso alle librerie digitali degli utenti.