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GTA VI: nuovi dettagli su Jason e Lucia, evoluzione del sistema di ricercato e il mondo realistico

di: Luca Saati

Grand Theft Auto VI continua a far parlare di sé, con nuovi dettagli sullo sviluppo dei protagonisti e sulla costruzione del mondo di gioco. In vista dell’uscita del prossimo numero di LOVE Magazine, prevista per il 5 ottobre, la rivista ha condiviso alcune anticipazioni che offrono uno sguardo più approfondito sulla visione narrativa di Rockstar Games.

Al centro della storia ci saranno Lucia e Jason, una coppia criminale concepita come una sorta di equivalente moderno di Bonnie e Clyde. Secondo Rupert Humphries, senior vice president of narrative, Lucia doveva essere un personaggio che “voleva una vita migliore per sé e non avrebbe permesso agli ostacoli sul suo cammino di impedirle di ottenerla”.

Anche Jason avrà però motivazioni e caratteristiche ben definite. La sceneggiatrice Elizabeth Gauvey-Kern ha spiegato che Rockstar voleva creare due protagonisti “vulnerabili, duri, imperfetti, a volte nel giusto e a volte nel torto, capaci di imparare l’uno dall’altra”. Proprio queste contraddizioni, secondo la sviluppatrice, renderebbero Lucia e Jason autentici e capaci di funzionare come squadra.

Sulla stessa linea si è espressa la sceneggiatrice Alexa D’Agostino, secondo cui concentrarsi sulla scrittura di una persona pienamente caratterizzata, con desideri e obiettivi propri, porta inevitabilmente a creare qualcosa di “perfettamente imperfetto”, con alcuni cliché ma anche “innegabilmente reale”.

Naturalmente, si tratta pur sempre di Grand Theft Auto. Humphries descrive la storia di Lucia e Jason come “una pentola a pressione per ogni tipo di follia”, sottolineando come l’ambientazione contemporanea richieda un approccio volutamente esagerato.

“Se dedichi tutto questo impegno a creare una versione del mondo di oggi, deve essere più sopra le righe, più folle, più sfacciata. Altrimenti, potresti semplicemente uscire e vivere nel mondo reale.”

Il contrasto tra realismo e assurdità sembra essere quindi uno degli elementi centrali della direzione creativa di GTA VI. Humphries parla anche di qualcosa di “speranzoso e ingenuo” nell’idea di mettersi in fuga e portare una serie di crimini fino al limite senza preoccuparsi delle conseguenze.

Un sistema di ricercati più evoluto

Quell’ingenuità appare ancora più significativa alla luce dei cambiamenti apportati al sistema di ricerca della polizia. In GTA VI, le forze dell’ordine non dovrebbero limitarsi a inseguire il giocatore per poi dimenticare tutto dopo un certo periodo di tempo. Gli agenti potranno infatti identificare i protagonisti e continuare a cercarli, rendendo necessario, in determinate situazioni, abbandonare un veicolo, cambiare abiti e modificare il proprio comportamento per riuscire a far perdere le proprie tracce.

Anche gli abitanti di Leonida potranno essere pesantemente armati, in alcuni casi persino quanto i protagonisti. Questo dovrebbe contribuire a rendere la percezione del potere personale più concreta rispetto ai precedenti capitoli.

Il concetto di “speranza”, tuttavia, rimane importante. Humphries osserva che forse oggi il sogno americano è diventato più modesto: “Una casa per la tua famiglia e i tuoi prestiti pagati invece di un successo sfrenato”. Secondo lo sviluppatore, Miami e la Florida meridionale rappresentano in particolare “una prima linea di questa battaglia”.

Il modo in cui questi temi si intrecceranno con il percorso personale di Lucia resta ancora da scoprire, ma il legame tra ambizioni individuali, criminalità e sogno americano appare già uno degli elementi narrativi più interessanti del gioco.

Un mondo senza vero “sfondo”

Rockstar ha inoltre fornito nuovi dettagli sulla costruzione del mondo di Leonida, l’ambientazione di GTA VI. Per James Horton, open world writing director, nel gioco non esisterà un vero e proprio “sfondo”: “C’è un primo piano a cui non stai prestando attenzione in questo momento”.

L’obiettivo è creare un ambiente capace di catturare continuamente l’attenzione del giocatore. “Deve scorrerti addosso mentre corri lungo la strada più trafficata della città, ascoltando frammenti di un centinaio di conversazioni diverse”, ha spiegato Horton. “Se sposti l’attenzione su qualcosa di nuovo, quella cosa riempirà l’inquadratura e reagirà”.

Un esempio riguarda Ambrosia, una delle aree del gioco, dove il giocatore potrà imbattersi in cartelli elettorali, ascoltare pubblicità alla radio o assistere a programmi televisivi dedicati alla politica dello Stato.

La componente politica e sociale dell’ambientazione sarà però filtrata attraverso la consueta satira di Grand Theft Auto. Humphries spiega che Rockstar non vuole semplicemente “tenere uno specchio” davanti alla realtà, ma punta a “rendere tutto satirico, sopra le righe e più grottesco”.

Per questo motivo il team avrebbe deciso di spingere ulteriormente su elementi come teorie del complotto e le reazioni spesso imprevedibili del pubblico agli avvenimenti quotidiani. L’idea, ancora una volta, è giocare sul confine tra realtà e assurdità, partendo dalla considerazione che la realtà stessa può essere più strana della finzione.

Realismo sì, ma senza sacrificare il gameplay

Nonostante Rockstar abbia investito molto nel realismo, dagli inseguimenti della polizia alle modalità con cui i criminali vengono identificati, lo studio non sembra voler trasformare GTA 6 in una simulazione.

L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra immersione e comodità per il giocatore. “A volte hai bisogno che le cose sembrino realistiche per favorire l’immersione e, al contrario, a volte devi rinunciare al realismo a favore di ciò che è conveniente per il giocatore”, ha spiegato il team.

Una filosofia che potrebbe quindi caratterizzare tanto la storia di Lucia e Jason quanto l’intero mondo di Grand Theft Auto VI: un universo credibile abbastanza da sembrare vivo, ma sufficientemente esasperato da trasformare la realtà contemporanea in una satira fuori scala.