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GTA VI, il posticipo non è legato al recente caso di licenziamenti

di: Luca Saati

Il recente posticipo di GTA VI  non è legato ai recenti licenziamenti di oltre 30 dipendenti, come chiarito da Jason Schreier di Bloomberg. Il rinvio è stato reso noto contestualmente alla pubblicazione del rapporto finanziario di Take-Two Interactive, la casa madre dello studio.

Secondo Schreier, i licenziamenti, che hanno scatenato accuse di “union busting” da parte del sindacato Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB), potrebbero però avere un impatto a lungo termine sul morale e sulle scadenze di sviluppo. Un dipendente anonimo ha denunciato che i colleghi sono stati convocati in risorse umane con la scusa di un colloquio amichevole prima di essere licenziati senza motivazioni fondate, sottolineando anche la diffusione di disinformazione da parte di Rockstar.

Il sindacato IWGB ha definito i licenziamenti “uno degli atti più spietati e eclatanti di repressione sindacale nella storia dell’industria dei videogiochi”. Rockstar, da parte sua, ha sostenuto che le dimissioni siano legate a “comportamenti scorretti” riguardo alla diffusione di informazioni riservate in un canale Discord privato tra dipendenti, negando che la questione fosse collegata all’attività sindacale.

Nonostante le tensioni, Take-Two e Rockstar sottolineano che il rinvio di GTA VI non è stato causato dai licenziamenti, ma è piuttosto una decisione legata alle strategie aziendali di rilascio e alla necessità di raggiungere gli alti standard qualitativi attesi.