GTA VI, ex Rockstar spiega perché la versione PC non viene lanciata in contemporanea con quella console
di: Luca SaatiLa decisione di lanciare Grand Theft Auto 6 inizialmente solo su console non nasce da un atteggiamento ostile verso il PC, ma da una precisa strategia di gestione delle risorse. A chiarirlo è stato John Ricchio, ex produttore Rockstar, in un’intervista al podcast “Kiwi Talkz”.
Ricchio, che ha lavorato su titoli come Red Dead Redemption, Max Payne 3 e GTA V, ha spiegato che la filosofia dello studio è quella di concentrarsi prima sulle versioni console. In questo modo, gli sviluppatori possono lavorare conoscendo già i limiti hardware, per poi eventualmente espandere il progetto su PC in un secondo momento.
Secondo Ricchio, partire dal PC e poi adattare il gioco a hardware meno potente può creare problemi significativi nelle fasi finali dello sviluppo. “È sempre meglio iniziare con i vincoli e poi espandere, perché ridurre è molto più difficile che aggiungere”, ha spiegato. Ha aggiunto che ottimizzare le prestazioni è una sfida molto più complessa rispetto a sfruttare margini extra per migliorare grafica e dettagli.
L’ex produttore ha anche ricordato il caso di Red Dead Redemption, arrivato su PC solo nel 2024, ben 14 anni dopo il debutto su console. Rockstar aveva inizialmente avviato una versione PC in parallelo, ma decise di abbandonarla per concentrare le risorse su GTA 5. “Non è che non ci importasse del PC, ma dovevamo chiederci se valesse la pena investire tempo lì invece che su GTA 5”, ha spiegato.
Ricchio sottolinea come queste decisioni non siano mai “contro” una piattaforma specifica, ma dipendano da valutazioni pratiche ed economiche. “Se lavori su una cosa, non stai lavorando su un’altra”, ha detto, evidenziando come ogni progetto richieda scelte mirate su dove allocare tempo e budget.
Con l’evoluzione tecnologica, le differenze tra console e PC si sono ridotte, ma il principio resta lo stesso: ogni porting deve avere un solido motivo commerciale o essere tecnicamente semplice da realizzare. E, conclude Ricchio, “raramente è davvero semplice: c’è sempre qualcosa da sistemare”.