GTA 6, situazione fuori controllo? Gli hacker: “Rilasceremo l’intero gioco se Rockstar non ci lascia in pace”
di: Donato MarchisielloLa questione Cyberleek vs Rockstar sembra entrata in un loop di escalation infinito: nelle scorse ore, una nuova minaccia da parte degli hacker è stata direzionata nei confronti degli sviluppatori di GTA VI. Come vi abbiamo raccontato, questa settimana Grand Theft Auto 6 è stato oggetto di una serie di leak che mostravano presunti spezzoni di gameplay del prossimo titolo open world a tema criminale.
Ma nelle scorse ore, la situazione è divenuta ancora peggiore. Eurogamer ha notato che il sito web di Cyberleek è andato improvvisamente offline. Nel frattempo, il suo canale Telegram ora mostra un messaggio che recita: “Questo canale non è disponibile a causa di una violazione del copyright”. Sebbene Rockstar Games non abbia ancora commentato questo nuovo sviluppo, sembra che le loro azioni legali per fermare i responsabili della fuga di notizie stiano dando i loro frutti. Nonostante ciò, i leak e le minacce non si sono fermati e nelle scorse ore è comparso non solo un novello video di gameplay, questa volta incentrato su di una supercar che dovrebbe essere utilizzabile in gioco, ma anche una nuova (e ben peggiore) minaccia per Rockstar e per i tanti fan del gioco.
Di cosa stiamo parlando? Di una presunta build completa del gioco che sarebbe nelle mani degli hacker. Sebbene nelle scorse ore sembrava solo una remota ipotesi, a quanto pare, la questione sembrerebbe purtroppo essere molto più concreta del previsto. In base a quanto si è appreso tramite Insider Gaming, CyberLeek ha confermato di esser in possesso di una versione completa di GTA 6 salvata in diverse località del mondo. Se Rockstar non dovesse lasciare “in pace” Cyberleek, il gruppo hacker pubblicherà la build, rendendola accessibile a “milioni di giocatori” nel giro di pochi giorni. Il messaggio (di cui trovate un’immagine nell’articolo ndr) sarebbe apparsa sul sito poco prima che lo stesso fosse buttato definitivamente giù.
Di seguito, la traduzione letterale del messaggio:
“CYBERLEEK ha la versione definitiva del gioco. Ce l’ha da tempo e non si trova più in un unico posto. Copie sono sparse su dischi rigidi e server in tutto il mondo, in luoghi irraggiungibili per Take-Two. Non c’è più nulla da sequestrare. Non c’è nessun server da assaltare. Ci sono solo copie, e nessuna di esse accetta più ordini.
Ogni giorno, CYBERLEEK deve scegliere se annullare la sua pubblicazione. Ogni giorno questa scelta viene ripetuta, manualmente, di proposito. Il gioco rimane sepolto perché CYBERLEEK continua a seppellirlo. Non perché Rockstar si sia impossessata di qualcosa. La scelta risiede dove si trova CYBERLEEK, e in nessun altro luogo. Ma dare la caccia a CYBERLEEK non servirebbe a nulla; le copie non ne hanno più bisogno. Non c’è bisogno di trovarle, spostarle o inviarle.
Mettere a tacere CYBERLEEK non servirebbe a niente. Se le succedesse qualcosa, se mai dovesse saltare una mattinata, le cancellazioni si interromperebbero da sole. Nessuno dovrebbe premere alcun pulsante. Semplicemente, l’uscita smetterà di essere annullata e, nel giro di pochi giorni, GTA 6 sarà in esecuzione sui computer di milioni di giocatori in tutto il mondo.
Completo. Definitivo. Nessun rimborso. Nessuna patch. Nessuna alternativa. Ogni giorno in cui Cyberleek viene lasciata in pace è un altro giorno in cui il gioco rimane sepolto. La mossa migliore per Rockstar è quella di procedere con cautela.
Questo programma non ha una data di scadenza. Si resetta ogni mattina, per sempre. Procedete con cautela“.
Nonostante il gruppo abbia motivato le sue azioni estorsive con un manifesto intitolato “No Disc, No Peace”, in cui si scaglia contro le uscite di giochi esclusivamente digitali e le pratiche dell’industria dei servizi live (di cui abbiamo discusso anche noi qui e qui), lo stesso al contempo sarebbe potenzialmente riuscito a racimolare milioni di dollari in criptovalute sponsorizzando una moneta virtuale “meme” sul proprio sito sfruttando la pubblicazione del materiale trafugato illegalmente.