Gears of War: E-Day vuole tornare all’horror isolazionista alla Alien, rivela l’art director
di: Luca SaatiLa saga di Gears of War è cambiata ed evoluta nel tempo, ma l’elemento horror che aveva definito il capitolo originale sembrava ormai appartenere al passato. The Coalition, tuttavia, ha deciso di tornare alle radici con Gears of War: E-Day, un prequel ambientato poco dopo l’emersione dei temibili Locust.
L’art director Jerry O’Flaherty ha spiegato che il nuovo titolo cercherà di ricreare le atmosfere cupe e opprimenti del primo Gears, definito da lui stesso come “l’Alien della serie”, mentre i capitoli successivi sarebbero più simili a Aliens per il loro tono d’azione, più esplosivo e meno introspettivo.
“Il primo capitolo aveva una natura più isolazionista e spaventosa. Era un horror con mostri, poi la serie si è trasformata in un gioco di mostri, che va benissimo — tutti adorano Gears 2, 3 e 4 — ma lì c’era qualcosa di più intimo, di più teso. Se Gears 1 era Alien, il resto del franchise era Aliens. Mi piaceva la tensione, l’idea di nascondere il nemico, e di far emergere l’orrore da ogni ambiente.”
Il primo Gears of War, sviluppato da Epic Games con Unreal Engine 3, puntava infatti su una resa cinematografica con una palette cromatica ridotta e un’abbondanza di ombre e oscurità. “Sapevamo fin dall’inizio che volevamo spingere sul lato cinematografico,” ha ricordato O’Flaherty. “Era un progetto pensato come un gioco horror: tanto buio, tensione costante e atmosfere claustrofobiche.”