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GameStop: i videogiochi sono ormai “irrilevanti” per il business dell’azienda, afferma il CEO

di: Luca Saati

Il CEO di GameStop, Ryan Cohen, ha dichiarato che i videogiochi fisici non rappresentano più un elemento centrale per il business dell’azienda, alimentando il dibattito sul futuro del formato tradizionale.

Con Sony pronta a interrompere la produzione di giochi fisici per PlayStation a partire da gennaio 2028, il tema della scomparsa del supporto fisico è tornato in primo piano. Se il mercato PC è già passato da tempo al digitale, le console erano rimaste l’ultimo baluardo per chi preferisce possedere copie fisiche.

Per GameStop, storicamente legata proprio alla vendita di giochi su disco, la transizione non sembra però rappresentare un problema.

Durante un’intervista a Bloomberg, Cohen ha liquidato ogni preoccupazione sul possibile impatto negativo della digitalizzazione. Alla domanda su come l’azienda intenda adattarsi a un futuro fatto di console senza lettore e giochi solo digitali, ha risposto in modo netto:

“Non ha alcuna importanza. In passato il software era rilevante. Oggi rappresenta meno del 12% del business, mentre i collezionabili costituiscono oltre la metà. È totalmente, totalmente irrilevante.”

Le priorità di GameStop sembrano infatti essersi spostate altrove. Più che sul gaming tradizionale, Cohen è concentrato sul tentativo di acquisire eBay. Nonostante un primo rifiuto, il CEO non sembra intenzionato a rinunciare all’operazione.

Cohen ha inoltre criticato apertamente la percezione dell’azienda nei media, sostenendo che esista un clima ostile nei confronti del brand:

“Tutti nei media vogliono che GameStop fallisca.”