Ex Gearbox Québec fondano Ricochet, nuovo studio AAA indipendente
di: Luca SaatiI fondatori di Gearbox Québec, team che ha contribuito a diversi capitoli di Borderlands, hanno annunciato la nascita di un nuovo studio canadese chiamato Studio Ricochet, con l’obiettivo di creare “giochi originali e premium alle nostre condizioni”. La nuova realtà vuole distinguersi adottando un approccio opposto rispetto ad altri team post-AAA che hanno incontrato difficoltà negli ultimi anni.
Lo studio è stato fondato da Sébastien Caisse e Pierre-André Déry, già alla guida di Gearbox Studio Québec, insieme all’ex Creative Director di Borderlands Maxime Babin e all’ex Director of Creative Development Yanick Piché. Caisse e Déry avevano lasciato Gearbox nel 2024.
Il team include anche sviluppatori veterani provenienti da franchise come Call of Duty e Assassin’s Creed, tutti impiegati a tempo pieno. Ricochet lavorerà su IP originali per PC e console, puntando su una forte visione creativa e mondi memorabili. Il primo progetto sarà un action-adventure cooperativo pensato per un pubblico globale.
Maxime Babin ha spiegato: “Vogliamo creare giochi che lascino il segno, qualcosa di rifinito e soddisfacente, ma che ti permetta anche di andare avanti con la tua vita”. Ha poi chiarito la direzione del progetto: “Sarà un gioco premium, buy-to-play. Non un live service, non un modello GaaS. Se dovessimo posizionarci, saremmo più vicini a titoli come Returnal, Uncharted o It Takes Two, piuttosto che a Destiny o Warframe.”
Attualmente lo studio è autofinanziato, una scelta precisa per garantire libertà creativa. Déry ha dichiarato: “Nessun vincolo da publisher, nessuna timeline imposta da investitori, nessuna pressione esterna nelle fasi iniziali. Questo ci permette di prendere le decisioni giuste mentre stiamo ancora costruendo le fondamenta del progetto”. Il team è comunque già in trattative attive per il medio termine, con fondi sufficienti per raggiungere i primi obiettivi.
Déry ha anche evidenziato le criticità osservate in altri studi guidati da veterani AAA: team troppo grandi, costi elevati e pressioni esterne che comprimono i tempi creativi. Ricochet punta invece su una struttura snella: “Team ridotto ma senior, costi contenuti, pieno controllo creativo e nessun mandato esterno. Prima si dimostra la visione, poi si cresce attorno ad essa.”
Secondo Babin, il primo titolo sarà “un’esperienza divertente e condivisibile, ma con qualcosa da dire”. L’idea è colmare un vuoto nel mercato: mentre il genere coop è spesso legato ai live service, e il single player domina sul fronte narrativo, Ricochet vuole offrire un action-adventure cooperativo premium con forte identità artistica.
Le fonti d’ispirazione sono chiare e ambiziose. Déry cita team indipendenti capaci di superare i propri limiti, come Arrowhead, Remedy e Sabotage. Sul piano creativo, il riferimento va al world building dello Studio Ghibli, alla cura cinematografica di Denis Villeneuve e all’audacia di FromSoftware, senza dimenticare l’attitudine punk-rock di Gearbox.