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EA Sports UFC 6 rivoluziona il sistema di rating dei lottatori

di: Luca Saati

EA SPORTS ha svelato un importante aggiornamento per UFC 6, ridefinendo il sistema dei ratings dei combattenti per offrire un’esperienza più competitiva, autentica e appagante. In passato, la scelta del fighter era spesso guidata principalmente dai numeri complessivi; ora, pur restando rilevanti, i ratings diventano solo una parte di un ecosistema di gameplay molto più profondo.

Il nuovo approccio punta a valorizzare l’identità unica di ogni atleta, introducendo una maggiore enfasi su stili di combattimento, movimento, abilità del giocatore e animazioni specifiche. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rendere più combattenti realmente utilizzabili, aumentare l’autenticità degli stili e ampliare le opzioni strategiche durante gli incontri.

In UFC 6, scegliere un fighter non significa più semplicemente optare per il punteggio più alto. I giocatori sono incentivati a costruire il proprio stile attorno alle caratteristiche dell’atleta, sfruttando Perks, abilità e approcci unici. Che si tratti di pressione nel pugilato, kickboxing vario, wrestling dominante o sottomissioni soffocanti, ogni stile promette di essere efficace e gratificante in modo diverso.

Un sistema più profondo e realistico

I ratings ora lavorano in sinergia con nuove meccaniche come il Flow State e con sistemi avanzati di animazione. Questo significa che combattenti diversi non solo avranno statistiche differenti, ma offriranno anche sensazioni completamente diverse pad alla mano.

Ad esempio, padroneggiare Alex Pereira sarà un’esperienza distinta rispetto a Max Holloway. Il primo punterà sulla potenza grazie a valori elevati nello striking, mentre il secondo farà leva su velocità e ritmo. Tuttavia, EA sottolinea che non basterà colpire forte o muoversi velocemente: per ottenere un vantaggio reale sarà fondamentale sfruttare al meglio i punti di forza di ogni fighter e alimentare il proprio Flow State.

Il concetto di “prime” per ogni fighter

Una delle novità più interessanti riguarda il bilanciamento dei combattenti, ora costruiti attorno al momento migliore della loro carriera. Come spiegato dagli sviluppatori, “giocherai con ogni atleta nella sua versione più dominante”. Un esempio è Tony Ferguson nel suo periodo d’oro, durante la celebre striscia di 12 vittorie consecutive.

Questa filosofia mira a rendere il roster più coerente nel tempo, offrendo ai giocatori la possibilità di padroneggiare i propri fighter preferiti senza cambiamenti continui e imprevedibili nei valori.

Più equilibrio e varietà

Pur mantenendo l’importanza dei ratings, UFC 6 sposta il focus su abilità del giocatore e stile di combattimento. I matchup risultano così più dinamici e meno prevedibili, con ogni atleta dotato di una chiara identità e di un percorso efficace verso la vittoria.

Secondo EA, “i ratings danno contesto”, aiutando a comprendere punti di forza e debolezze prima di entrare nell’Ottagono, ma non rappresentano più l’unico fattore determinante.

Un roster pensato per essere esplorato

Il risultato è un gioco che premia la sperimentazione. Provare nuovi fighter, apprendere stili diversi e sviluppare strategie inedite diventa parte centrale dell’esperienza. Le differenze tra combattenti sono più marcate, gli scontri più vari e il peso dell’abilità del giocatore più significativo.

Con questo nuovo sistema, UFC 6 punta a offrire maggiore libertà, profondità e possibilità di dominio, trasformando ogni incontro in qualcosa di unico.