News

Double Fine farà Brutal Legend 2 se raggiungerà i 100 milioni su Kickstarter

di: Luca Saati

Double Fine potrebbe tornare nel mondo di Brütal Legend con un secondo capitolo, ma a una condizione decisamente fuori dagli schemi: raggiungere un obiettivo di 100 milioni di dollari su Kickstarter.

Lo studio, diventato indipendente da Xbox all’inizio di quest’anno dopo una serie di licenziamenti di massa e la chiusura di diversi team, ha infatti lanciato una campagna di crowdfunding dedicata a un nuovo game jam. Per chi conosce la storia di Double Fine, si tratta di un ritorno alle origini: lo studio aveva già utilizzato Kickstarter per finanziare Broken Age.

Un obiettivo da 100 milioni di dollari

Al momento della stesura dell’articolo ha superato 300 mila dollari su un obiettivo iniziale di 400.000, pari a circa il 71% del traguardo.

A catturare l’attenzione, però, è soprattutto il ben più ambizioso stretch goal: 100 milioni di dollari per sviluppare Brütal Legend 2.

È un obiettivo talmente elevato da sembrare quasi certamente una battuta. Quasi, perché nell’attuale mercato videoludico, caratterizzato da budget sempre più imponenti, una cifra di 100 milioni di dollari per un nuovo Brütal Legend non sarebbe poi così inconcepibile.

L’originale Brütal Legend è uscito nel 2009 e ha come protagonista Eddie Riggs, un roadie interpretato e doppiato da Jack Black che viene trasportato in un mondo fantasy ispirato alle copertine degli album heavy metal. Nel 2011, Double Fine aveva annunciato che il gioco aveva venduto 1,4 milioni di copie.

Double Fine guarda ancora ai giochi più ambiziosi

Proprio ieri, Double Fine ha ribadito su X di essere ancora al lavoro su “giochi più grandi”, spiegando che l’attuale campagna di crowdfunding serve a mantenere lo studio operativo mentre cerca finanziamenti per progetti di dimensioni maggiori.

Si tratta di una situazione sempre più comune nell’industria videoludica. Molti studi stanno infatti incontrando difficoltà nel reperire capitali, mentre gli investitori si stanno orientando verso settori considerati capaci di offrire ritorni più semplici e gli editori mostrano una crescente cautela nell’investire in progetti rischiosi.