DOOM: The Dark Ages, lo sviluppo dell’espansione Revelations caratterizzato da un brutale crunch
di: Luca SaatiDOOM: The Dark Ages – Revelations è stato accolto positivamente da critica e pubblico, ma arrivare alla pubblicazione dell’espansione non è stato affatto semplice. Secondo l’ex producer di id Software Andrew Willis, lo sviluppo ha attraversato quello che per molti membri del team è stato il peggior periodo di crunch nella storia del franchise.
L’espansione, pubblicata a luglio, porta lo Slayer nel Purgatorio, dove deve affrontare nuovi demoni, enigmi e combattimenti mentre cerca una via d’uscita. Nonostante il risultato finale abbia soddisfatto i giocatori, una parte consistente del progetto sarebbe stata realizzata in appena tre o quattro mesi, imponendo al team ritmi di lavoro estremamente pesanti.
Intervistato da Kiwi Talkz per Insider Gaming, Willis ha raccontato quanto fosse serrata la tabella di marcia.
“Era tutto molto tirato. Per due mesi lavoravo qualcosa come almeno 12 ore al giorno. So di averne fatte 17 in un paio di giornate. È stato brutale e la maggior parte del gioco è stata realizzata in tre o quattro mesi”.
Willis ha raccontato di essere arrivato in ufficio in diverse occasioni alle 5 o alle 6 del mattino, prima ancora che sorgesse il sole. Nel corso dello sviluppo, inoltre, continuavano ad aggiungersi nuovi elementi al gioco, aumentando ulteriormente il carico di lavoro e il tempo necessario per completarli.
Il producer ha sottolineato come il sacrificio non abbia riguardato soltanto lui, ma l’intero team.
“Ci sono stati giorni in cui non ho visto mio figlio per tutta la giornata; è successo per diversi giorni e ho fatto questo sacrificio per riuscire a portare il gioco fuori dalla porta con il livello di qualità richiesto. E non sono stato l’unico: tutti nel team stavano davvero lavorando tantissimo”.
La situazione sarebbe stata particolarmente pesante anche per sviluppatori con una lunga esperienza alle spalle.
“Avevamo persone che avevano lavorato a Hollywood per 20 anni e nello sviluppo videoludico per 10, e ci hanno detto che questo era il peggior crunch a cui avessero mai partecipato.”
Le ore di lavoro variavano a seconda delle settimane, ma in alcuni periodi Willis arrivava a 80 ore settimanali. Secondo il suo racconto, non si sarebbe trattato di un ordine ufficiale imposto dall’azienda, quanto piuttosto di una situazione nella quale il volume di lavoro rendeva il crunch quasi inevitabile.
“È una linea davvero sfumata. Ti ritrovi con 60 ore di lavoro da fare in una settimana: cosa fai? Puoi realizzare una versione del lavoro che probabilmente sarebbe appena passabile, ma è davvero quello che vuoi mettere a tuo nome? Quando si tratta di raggiungere il livello di qualità che i giocatori si aspettano e che tu stesso pretendi da te, è quasi una sorta di crunch indotto”.
La vicenda assume un risvolto ancora più amaro considerando quanto accaduto al team dopo lo sviluppo. Willis, insieme a decine di altri dipendenti, è stato infatti licenziato da id Software nell’ambito dell’ultima tornata di licenziamenti di Xbox. Per il team di DOOM: The Dark Ages – Revelations, i licenziamenti sono arrivati un giorno prima della pubblicazione dell’espansione.
“Dedichi così tanta energia e così tante ore della tua vita, sacrificando un sacco di cose, per riuscire a portare qualcosa fuori dalla porta, e poi ti licenziano il giorno prima. È una sensazione davvero surreale”.
"We had people that worked in Hollywood for 20 years and game development for 10 and said that this was the worst crunch they'd been a part of."
EXCLUSIVE—DOOM: The Dark Ages Revelations Faced ‘Worst Crunch’ in Franchise Historyhttps://t.co/JRTWoytqeh
— Insider Gaming (@InsiderGamingIG) August 31, 2026