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DOJ ha approvato l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount da 110 miliardi

di: Luca Saati

Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) degli Stati Uniti ha approvato l’acquisizione da oltre 110 miliardi di dollari di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, segnando un passaggio chiave in una delle operazioni più rilevanti nel settore media degli ultimi anni.

L’ok, arrivato venerdì sotto l’amministrazione Trump e confermato da più fonti, sarebbe stato concesso senza significative concessioni da parte di Paramount. In una nota ufficiale, un portavoce della società ha dichiarato: “Siamo grati per l’accurata revisione del Dipartimento di Giustizia e delle altre agenzie coinvolte. Questo accordo è pro-competitivo e darà vita a un’azienda più forte, meglio posizionata per competere con le piattaforme tecnologiche dominanti in un settore sempre più competitivo.” La società ha ribadito l’obiettivo di chiudere l’operazione il prima possibile, evidenziando benefici per consumatori, creatori e industria.

Nonostante il via libera federale, la partita è tutt’altro che chiusa. Diversi procuratori generali statali, tra cui quelli di California e New York, stanno valutando un’azione antitrust per bloccare quella che diventerebbe una vera e propria mega-fusione. Il procuratore generale californiano Rob Bonta ha ribadito che l’operazione “non è un affare concluso”, sottolineando che l’indagine è ancora in corso.

Sul fronte politico, la senatrice Elizabeth Warren ha criticato duramente la decisione: “Questa è una pessima notizia per tutti gli americani che non vogliono che miliardari vicini a Trump controllino cosa guardano e quanto pagano. L’accordo Paramount-Warner Bros. puzza di corruzione e traffico di influenze. Questa battaglia non è finita.”

Paramount, guidata dal CEO David Ellison, punta a chiudere l’operazione entro il 30 settembre. In caso contrario, l’azienda ha promesso agli azionisti una “ticking fee” di diversi milioni di dollari al giorno. Nel frattempo, anche i regolatori internazionali stanno intensificando l’analisi: nel Regno Unito l’Autorità per la concorrenza ha aperto un’indagine preliminare con scadenza il 7 agosto, mentre l’Unione Europea sta conducendo una revisione che potrebbe sfociare in una fase più approfondita.

L’accordo ha già ottenuto il via libera dell’Australia, ma resta sotto esame anche per possibili implicazioni legate agli investimenti esteri. Fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi contribuiranno con 24 miliardi di dollari, sebbene Paramount abbia precisato che si tratterà di investitori puramente passivi.

Negli Stati Uniti, alcuni legislatori democratici hanno chiesto un’ulteriore revisione per valutare eventuali rischi per la sicurezza nazionale, anche alla luce dei limiti sulla proprietà straniera nelle emittenti televisive. Il via libera del DOJ, comunque, potrebbe influenzare eventuali cause a livello statale, rendendo più difficile dimostrare criticità già escluse a livello federale.

L’approvazione arriva mentre Paramount continua a rafforzare la propria posizione nel mercato, anche grazie ad accordi strategici come quello da 7,7 miliardi di dollari con UFC, il cui prossimo evento sarà trasmesso in streaming su Paramount+ proprio nel giorno dell’80° compleanno di Donald Trump.