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Directive 8020, disponibile in streaming la colonna sonora originale di Jason Graves

di: Luca Saati

La colonna sonora originale di Directive 8020, il nuovo cinematic interactive drama survival horror di Supermassive Games, è ora disponibile in streaming su tutte le principali piattaforme musicali. Il lavoro è firmato dal compositore Jason Graves, vincitore di due BAFTA e già noto per The Dark Pictures AnthologyDead SpaceTomb Raider e Until Dawn.

Graves ha costruito l’identità sonora del gioco attorno a un motivo semplice ma distintivo: tre note ricorrenti, associate alla presenza della corporazione all’interno della nave. “Ho composto un semplice motivo di tre note che accompagna i corridoi della nave sotto forma di musica aziendale eccessivamente amichevole. Si attiva ogni volta che compare il logo della compagnia”, spiega il compositore.

Il primo brano, “Welcome To The Corinth Family”, introduce immediatamente questo elemento, che ritorna in diverse variazioni lungo tutta la traccia. Anche i suoni dell’interfaccia e del design audio sono stati accordati sulla stessa tonalità, creando inizialmente un senso di armonia e tranquillità tra equipaggio e ambiente. Tuttavia, questa coerenza si rompe progressivamente: “Quando qualcosa inizia ad andare storto, l’intera accordatura della nave e dell’interfaccia diventa dissonante e sbagliata in ogni possibile modo”.

Il secondo brano, “Little Star”, rivela invece le vere intenzioni della corporazione, espandendo lo stesso motivo su un tappeto sonoro misterioso fatto di orchestra e sintetizzatori. Questo approccio ritorna anche nelle introduzioni dei capitoli, con una funzione simile a un “previously on”.

Un elemento centrale della colonna sonora è il tema del protagonista, una creatura mutaforma di origine sconosciuta. Graves lo descrive come un insieme di note che si piegano e cambiano senza logica apparente, riflettendo la natura imprevedibile dell’entità. Questo linguaggio musicale permea l’intera composizione, alternando momenti enigmatici ad altri decisamente disturbanti.

Non manca anche un tema dedicato a Brianne Young, espresso in “Young Eyes Open”, che accompagna le esperienze vissute dal suo punto di vista, a partire dal risveglio dall’ipersleep. Il brano mantiene una tonalità prevalentemente speranzosa, ma con leggere distorsioni che suggeriscono sviluppi più oscuri. Lo stesso tema viene poi reinterpretato in chiave jazz in “Young At Heart”, ambientato in un flashback “Two Days Before Launch”, offrendo una variazione più leggera e sorprendente.