Concord, il numero uno di PlayStation parla del flop e del futuro dei live service tagati Sony
di: Donato MarchisielloIn una recente intervista al Financial Times, il CEO dello Studio Business Group di Sony Interactive Entertainment e boss di PlayStation, Hermen Hulst, ha riflettutto su PlayStation ad un anno dal disastroso lancio di Concord, tracciando quella che è almeno apparentemente una prospettiva ragionevole sul futuro delle strategie live service dell’azienda. In breve: non se ne andrà da nessuna parte, ma sono state predisposte misure di sicurezza per evitare un crollo commerciale così massiccio negli anni a venire.
L’intervista al Financial Times copre un ambito più ampio rispetto alle sole parti di Hermen Hulst, fornendo un’analisi dettagliata dello stato di PlayStation con spunti di altri dirigenti di alto livello e vari analisti del settore. La prospettiva di Hulst è di misurata cautela. “Non voglio che i team giochino sempre sul sicuro, ma vorrei che, quando falliamo, fallissimo presto e a basso costo”, ha detto al Financial Times. “Da allora – ha spiegato Hulst – abbiamo implementato test molto più rigorosi e frequenti in molti modi diversi. Il vantaggio di ogni fallimento […] è che ora le persone capiscono quanto sia necessaria questa [supervisione]”.
L’intervista del Financial Times contiene il seguente passaggio chiave: “Quella costosa dipartita sembra aver portato a un cambio di strategia. Hulst ha minimizzato un precedente obiettivo – promosso dall’ex capo di PlayStation Jim Ryan – di pubblicare 10 o più giochi live service entro marzo del prossimo anno. Sony ha annullato i piani per alcuni tentativi di alto profilo, come The Last of Us. “Il numero [di uscite live service] non è così importante. Ciò che conta per me è avere un insieme diversificato di esperienze di gioco e una serie di community”, ha affermato.