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Clair Obscur: il director Broche ammette: “Il pregiudizio contro gli RPG a turni non è scomparso”

di: Luca Saati

Nonostante il successo critico e commerciale di Clair Obscur: Expedition 33, secondo il suo director creativo Guillaume Broche, il genere dei giochi di ruolo a turni è ancora vittima di pregiudizi nel panorama videoludico moderno.

In una recente intervista rilasciata a Automaton, Broche ha affermato che, sebbene titoli come il suo o la serie Persona dimostrino la validità del genere, restano delle eccezioni, e i JRPG a turni non hanno ancora riguadagnato la popolarità di un tempo.

“Potrei parlare del pregiudizio per ore. Personalmente credo che i JRPG a turni fossero super popolari fino all’era Xbox 360. Ma da quando i giochi open-world hanno cominciato a dominare la scena grazie ai media, sono diventati ‘non cool’.”

Pur riconoscendo che alcune serie, come Persona, continuano a vendere bene, Broche ritiene che il genere sia ancora guardato con diffidenza da una parte del pubblico.

“Il pregiudizio contro gli RPG a turni non è del tutto sparito.”

Broche ha anche chiarito che l’inserimento di meccaniche come parate e schivate attive in Clair Obscur non è stato un tentativo di rendere il gioco più appetibile a chi non ama il genere.

“Non abbiamo aggiunto il sistema di parry o costruito un’esperienza narrativa per evitare i pregiudizi. L’abbiamo fatto solo perché ci piaceva l’idea.”

In un altro estratto dell’intervista, il lead programmer Tom Guillermin ha confermato che Sandfall Interactive non ha intenzione di espandere il team, nonostante il successo del gioco.