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Clair Obscur: Expedition 33, per il director è una sorta di erede di Lost Odyssey

di: Luca Saati

Il director di Clair Obscur: Expedition 33 torna a rendere omaggio a Lost Odyssey, il JRPG firmato dal creatore di Final Fantasy, Hironobu Sakaguchi, definendolo una delle esperienze più intense della sua vita da giocatore.

Guillaume Broche, a capo di Sandfall Interactive, è intervenuto nel programma Jeux Vidéo Club, dove ha selezionato alcuni classici che hanno influenzato il suo lavoro. Tra questi, spicca proprio Lost Odyssey, titolo uscito su Xbox 360 dopo l’addio di Sakaguchi a Square Enix e considerato da molti un Final Fantasy “non ufficiale”.

“Era davvero un gioco eccezionale. Molto old-school, lineare, con combattimenti casuali come nei vecchi Final Fantasy. All’epoca molti si chiedevano ‘che cos’è questo gioco fuori dal tempo?’, e finì per essere criticato nonostante la sua qualità.”

Il director ha poi sottolineato il forte impatto emotivo dell’opera:

“La storia è incredibile. È stato l’ultimo gioco che mi ha fatto piangere. Il villain non è memorabile, è l’unico difetto. Ma lo consiglio a chiunque ami Final Fantasy. È uno di quei giochi che ti segnano, non solo per il divertimento, ma per quello che ti lasciano dentro. Ancora oggi torno ad ascoltarne la colonna sonora e a riviverlo. È una delle esperienze più potenti ed emozionanti della mia vita da gamer.”

Broche ha anche evidenziato come Lost Odyssey rappresenti un caso quasi unico:

“È stato uno degli ultimi RPG a turni ambiziosi con grafica realistica. Oggi ne esistono ancora, come Octopath Traveler, Persona o Yakuza, ma nessuno combina narrazione drammatica e realismo visivo come faceva Lost Odyssey. È stato l’ultimo.”

O quasi. Per Broche, infatti, Clair Obscur: Expedition 33 raccoglie proprio quell’eredità:

“Ha un posto speciale nel mio cuore perché, in un certo senso, è il suo successore. Era il mio tipo di gioco preferito, ma nessuno li realizzava più. Così mi sono detto: ‘facciamolo noi’. È uno dei migliori giochi al mondo.”