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Clair Obscur: Expedition 33, Il director spiega perché lo studio ha abbandonato l’uso dell’IA

di: Luca Saati

Dopo le recenti controversie legate a Clair Obscur: Expedition 33, a cui sono stati revocati i premi dell’Indie Game Awards per l’uso non dichiarato di intelligenza artificiale generativa, il direttore Guillaume Broche di Sandfall Interactive ha chiarito come e perché lo studio abbia sperimentato, e poi scartato, questa tecnologia durante lo sviluppo del gioco.

In una sessione Q&A con lo YouTuber Sushi, Broche ha spiegato che “tutto ciò che si vede in Clair Obscur: Expedition 33 è realizzato da esseri umani”. L’emergere dell’IA generativa nel 2022 spinse però il team a testarla come possibile strumento di supporto.

“Siamo al corrente di quanto detto da Swen Vincke di Divinity sul tema IA. Ma posso dire che tutto nel gioco è fatto a mano. Quando l’IA è esplosa nel 2022, il progetto era già in corso. L’abbiamo provata come nuovo strumento, ma non ci è piaciuta affatto. Sembrava sbagliato. L’avevamo usata solo come segnaposto per alcune texture mancanti, e l’abbiamo rimossa appena ce ne siamo accorti.”

Il direttore ha poi ribadito che anche concept artdoppiatori e ogni altra componente creativa del gioco sono completamente umani.

“Non sappiamo come sarà il futuro dell’industria, ma da parte nostra tutto continuerà a essere realizzato da persone.”

Le sue parole si collegano alle recenti discussioni nate dalle dichiarazioni di Swen Vincke, secondo cui l’IA sarebbe stata usata da Larian “per esplorare idee, creare concept art e testi temporanei”, suscitando forti reazioni tra i fan di Baldur’s Gate 3 e Divinity: Original Sin 2. Vincke ha successivamente precisato che tali strumenti non intendono sostituire gli artisti, ma “aggiungere valore al loro talento”.

Il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nel gaming rimane acceso. Nelle ultime settimane, anche Daniel Vávra di Warhorse Studios e Hideo Kojima si sono espressi sul tema: il primo ha affermato che “l’IA è destinata a restare con noi”, mentre il secondo l’ha paragonata ai moderni smartphone, sostenendo che “non possiamo più tornare indietro”.