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Call of Duty: Black Ops su Playstation spacca il boicottaggio “no disc, no buy”

di: Luca Saati

Il ritorno di Call of Duty: Black Ops su PlayStation ha già incrinato il fronte del boicottaggio “no disc, no buy”. Sony, dopo settimane di critiche per la decisione di eliminare i giochi fisici entro il 2028, ha pubblicato un annuncio che per la prima volta non è stato sommerso da reazioni negative, segnalando un possibile cambio di rotta nel sentiment della community.

Il 10 luglio, l’account ufficiale PlayStation ha confermato l’arrivo dei porting per PS5 e PS4 dei primi due capitoli di Black Ops. Il post ha raccolto circa 34.000 like e solo 9.000 commenti, interrompendo una serie di pubblicazioni dominate da critiche e proteste. Un segnale che il richiamo dei grandi titoli potrebbe indebolire la protesta online contro il passaggio al digitale.

Molti utenti hanno subito messo in dubbio la coerenza del boicottaggio. “La console è finita”, ha scritto un utente, criticando chi acquista versioni di giochi vecchi di oltre 16 anni a prezzo pieno. Anche il podcaster BrokenGamezHDR ha ironizzato: “Alcuni di quelli che dicevano ‘no disc, no buy’ hanno già ceduto. Non è passato nemmeno una settimana”.

A rendere la situazione più controversa è la natura stessa delle nuove versioni: non si tratta di remaster, ma di semplici porting con miglioramenti minimi rispetto alle edizioni PS3. I giocatori devono pagare circa 40 euro per ciascun titolo, con costi aggiuntivi per i DLC e la necessità di un abbonamento PlayStation Plus per il multiplayer online. Proprio la cancellazione dell’abbonamento era stata indicata come una delle principali forme di protesta.

Non tutti però hanno cambiato idea. Alcuni utenti stanno vendendo le proprie console o cancellando gli abbonamenti, mentre altri continuano a sostenere il formato fisico acquistando copie su disco. Tuttavia, anche il fronte del boicottaggio appare sempre più frammentato.

Secondo l’analista Dr. Serkan Toto, CEO di Kantan Games, la protesta difficilmente influenzerà Sony: “Sony non cambierà questa decisione. Sapevano quale sarebbe stata la reazione online e ora aspettano che la tempesta passi”. Ha poi aggiunto che, anche ipotizzando centinaia di migliaia di cancellazioni, l’impatto economico sarebbe minimo rispetto ai circa 120 milioni di utenti PlayStation e ai 50 milioni di abbonati al servizio.

Le sue dichiarazioni hanno alimentato ulteriori polemiche, con alcuni utenti arrivati a ipotizzare teorie complottiste su presunti legami con Sony. Una reazione che, secondo altri analisti, dimostra come il dibattito online stia diventando sempre più polarizzato.

Nel frattempo, il successo dei porting di Black Ops suggerisce che, tra proteste e indignazione, il peso dei grandi franchise continua a influenzare in modo decisivo le scelte dei giocatori. Resta da capire se la rabbia iniziale contro Sony sia destinata a spegnersi o a riaccendersi con le prossime mosse dell’azienda.