BioShock, il boss di Take-Two è “profondamente deluso” dall’assenza di un nuovo capitolo
di: Donato MarchisielloStrauss Zelnick, CEO di Take-Two Interactive, si è detto “profondamente deluso” dal fatto che l’editore non sia riuscito a pubblicare un nuovo gioco di BioShock, a più di dieci anni dall’ultimo capitolo della serie. Intervistato da Game File, il dirigente è stato interpellato in merito alle presunte difficoltà dello studio canadese Cloud Chamber, la società creata per guidare lo sviluppo del prossimo BioShock, dopo che Irrational Games, lo studio originale, ha ridimensionato il proprio organico in seguito all’uscita di Infinite nel 2013.
L’annuncio del quarto BioShock risale al 2019, ma da allora non si è più visto nulla del progetto e, lo scorso anno, il team dirigenziale dello sviluppo è stato sostituito nell’ambito di un apparente rinnovamento a seguito di una deludente valutazione interna. A Zelnick è stato chiesto se fosse sorpreso che Take-Two non fosse riuscita a realizzare un nuovo BioShock dal 2013, nonostante la popolarità e il plauso della critica per la serie. “Pensate a cosa implica la parola ‘sorpresa’”, ha risposto il dirigente. «È come se un giorno andasse tutto a gonfie vele e il giorno dopo pensassi: “Cavolo!”. E non è così che gestisco l’azienda. Ma se dici “deluso”, sì, sei profondamente deluso.»
Rod Fergusson, il veterano produttore di videogiochi tripla A che ha lavorato a BioShock Infinite e che di recente ha guidato la serie Diablo per Blizzard, è stato confermato l’anno scorso come nuovo capo del franchise di BioShock. Zelnick a questo proposito ha affermato di sentirsi “molto meglio” riguardo al progetto BioShock e ha fornito alcune spiegazioni sul perché lo sviluppo si fosse bloccato.
“Credo che trovare il giusto acquirente creativo sia stato difficile, a quanto pare”, ha detto. “Penso che, col senno di poi, abbiamo sprecato molto tempo e denaro inseguendo alcune strade creative che si sono rivelate vicoli ciechi”. Ha aggiunto che, a suo parere, questa è la “natura dell’intrattenimento”. “Quello che facciamo è un’attività di squadra, proprio come lo è la realizzazione di un film. E con le attività di squadra, non si può necessariamente prevedere il risultato finale finché tutto non si unisce, o inizia a unirsi, e questo può richiedere tempo ed essere molto costoso”.