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Bethesda, l’ex dirigente Pete Hines afferma che Microsoft l’ha “danneggiata, maltrattata, abusata”

di: Luca Saati

Nell’ottobre del 2023, Pete Hines, storico volto di Bethesda Game Studios, ha annunciato il proprio addio dopo quasi venticinque anni di carriera all’interno della compagnia. All’epoca aveva spiegato che la decisione non era stata presa alla leggera e che, con il lancio di Starfield, era arrivato il momento giusto per voltare pagina.

Tuttavia, la vera ragione del suo addio è emersa solo di recente. In una nuova intervista della serie Firezide Chat, Hines si è espresso con estrema trasparenza su ciò che lo ha portato a lasciare l’azienda e sull’attuale stato di Bethesda sotto la proprietà di Microsoft.

Il veterano ha raccontato di non aver realmente voluto andarsene, ma di essersi sentito impotente di fronte ai cambiamenti imposti dal nuovo assetto societario:

“Restavo lì perché avevo la sensazione che questo posto avesse ancora bisogno di me. Ma quando mi sono accorto di non avere più il potere di fare ciò che ritenevo necessario per proteggere le persone e mantenere ciò che avevamo costruito, ho capito che dovevo fermarmi”.

Hines ha rivelato di aver visto Bethesda “danneggiata, spezzata, e francamente maltrattata, abusata”, fino al punto di non poter più tollerare la situazione.

“Non potevo restare seduto a guardare tutto questo accadere davanti ai miei occhi.”

Secondo il suo racconto, solo Todd Howard, amico e collega di lunga data, era al corrente delle sue intenzioni di lasciare la compagnia. Ogni rinvio di Starfield, tuttavia, ne aveva ritardato l’uscita, pesando fortemente sul suo stato psicologico.

“Credo di aver fatto tutto ciò che potevo fare. Non è come volevo che finisse, ma la mia salute mentale era diventata così deplorevole che ho dovuto dire basta”.

Sotto la gestione Microsoft, Hines ha dichiarato che Bethesda “non è più autentica né genuina”, aggiungendo provocatoriamente:

“E non dovrebbe sorprendervi”.

Microsoft aveva acquisito ZeniMax Media, la società madre di Bethesda, nel 2021, in una delle più grandi operazioni della storia dell’industria videoludica. Una mossa che, a quanto pare, non è mai stata del tutto digerita da alcuni veterani, Hines incluso, che hanno lasciato l’azienda nei due anni successivi.