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Bethesda, i lavoratori protestano contro i licenziamenti Xbox

di: Luca Saati

I dipendenti sindacalizzati di Bethesda Game Studios hanno confermato una serie di proteste contro i recenti licenziamenti legati a Xbox, dichiarando: “Non spariremo in silenzio”.

Il sindacato OneBGS, affiliato alla CWA, ha annunciato manifestazioni davanti agli studi Bethesda di Montreal, Rockville (Maryland) e Austin il prossimo 15 luglio. La decisione arriva dopo il taglio di circa 440 posti di lavoro tra Bethesda e ZeniMax, inclusi circa 100 dipendenti di id Software e oltre 200 dello studio ZeniMax Online.

In una nota, il sindacato ha spiegato di voler dimostrare al management Xbox che “facciamo sul serio”, affinché situazioni simili non si ripetano. “L’azienda vuole che accettiamo tutto questo come definitivo e che spariamo nel nulla. Non lo permetteremo”, si legge nel comunicato. I lavoratori hanno quindi annunciato la marcia “Save Our Devs”, invitando tutti i membri a partecipare in modo visibile e unito.

Parallelamente, OneBGS ha fatto sapere di voler obbligare Microsoft a negoziare l’impatto dei licenziamenti attraverso il cosiddetto Effects Bargaining. “Abbiamo il diritto di negoziare come questi tagli influenzano i nostri lavoratori e ci batteremo per ognuno di loro”, ha dichiarato il sindacato. Tra le richieste figurano il ricollocamento prioritario nei ruoli aperti all’interno di Xbox e Microsoft, migliori indennità di uscita e assistenza sanitaria estesa, oltre al diritto di riassunzione futura.

I tagli a Bethesda e ZeniMax fanno parte di una più ampia ristrutturazione del comparto Xbox, che potrebbe arrivare a coinvolgere fino a 3.200 posti di lavoro entro la fine dell’anno fiscale Microsoft. L’azienda prevede inoltre di cedere o riorganizzare cinque studi, pur senza annunciare chiusure o cancellazioni di giochi.

Secondo alcune indiscrezioni, Bethesda si prepara a una revisione strategica importante, concentrandosi sulle sue IP principali come Fallout, The Elder Scrolls, Doom, Quake e Wolfenstein.