Beast of Reincarnation, dietro lo sviluppo un “piccolo team” interno e “tanti” partner esterni
di: Donato MarchisielloSebbene Game Freak sia nota principalmente per il suo lavoro sul franchise Pokémon, lo studio ha lavorato anche a progetti più piccoli, come Pocket Card Jockey. Tuttavia, Beast of Reincarnation, annunciato nei giorni scorsi durante l’Xbox Developer_Direct, sembra essere un progetto di dimensioni molto più grandi di quelli a cui lo studio ha lavorato in passato. Interpellato in merito in un’intervista con IGN, il game director Kito Furushima ha confermato che lo studio sta collaborando con team esterni per realizzare il gioco.
Sebbene il team interno di Game Freak che sta lavorando a Beast of Reincarnation sia “relativamente piccolo”, Furushima ha osservato che il team complessivo è “piuttosto numeroso”. Lo studio ha cercato aziende partner che lo aiutassero a realizzare la sua visione per il prossimo action RPG.
“Il team è piuttosto numeroso, come potete immaginare, ma devo sottolineare che non è composto solo da persone interne a Game Freak”, ha spiegato. “Siamo riusciti a trovare molte aziende partner con cui collaborare, aziende e studi in grado di realizzare la visione di questo gioco nel modo in cui volevamo, quindi siamo fortunati ad avere molte persone che ci lavorano anche esternamente.”
Frushima ha anche confermato che il concept di Beast of Reincarnation è nato grazie a un programma interno di Game Freak chiamato Gear Project. Nell’ambito di questo programma, il presidente dello studio Satoshi Tajiri incoraggia vari dipendenti a proporre nuove IP che potrebbero essere sviluppate dallo studio. “Volevo provare qualcosa di completamente diverso e nuovo, diverso da altri progetti che abbiamo realizzato”, ha spiegato Furushima. “Ed è successo che internamente, qui in Game Freak, abbiamo un programma che chiamiamo Gear Project, che è una sorta di concorso interno gestito dal nostro presidente, Satoshi Tajiri, per realizzare IP originali all’interno dell’azienda. Così, ho inserito il mio progetto di design in quel concorso e sono riuscito a ottenere il permesso di iniziare a lavorare a un progetto.”