Atomfall diventa una serie TV: il post-apocalittico britannico sbarca sullo schermo
di: Luca SaatiAtomfall, il gioco post-apocalittico sviluppato da Rebellion e spesso descritto come una sorta di Fallout ambientato in Gran Bretagna, si prepara a fare il salto sul piccolo schermo con una serie TV.
Lo studio ha annunciato una collaborazione con la casa di produzione britannica Two Brothers Pictures, nota per Fleabag, per portare sullo schermo una storia basata sugli eventi del gioco. La sceneggiatura sarà curata dai fondatori della compagnia, Harry e Jack Williams, già autori di produzioni come The Missing e Baptiste.
I due fratelli ricopriranno anche il ruolo di produttori insieme ad Alex Mercer (The Assassin, Maya, Doctor Who). Tra i produttori esecutivi figurano invece Jason e Chris Kingsley, co-fondatori di Rebellion, affiancati da Ben Smith, responsabile film, TV e publishing dello studio.
Ambientato in un’Inghilterra alternativa degli anni ’60 devastata da un’apocalisse, Atomfall è stato pubblicato lo scorso anno su PlayStation, Xbox e PC. La serie TV, secondo quanto dichiarato, amplierà la mitologia del gioco “pur restando fedele al suo tono, ai temi e alle sue radici britanniche”.
“Atomfall ha un tono e un’ambientazione britannica davvero distintivi, ed è stato un vero piacere svilupparlo insieme al team di Rebellion – soprattutto come due fratelli che lavorano con altri due fratelli,” hanno dichiarato Harry e Jack Williams. “C’è qualcosa di estremamente stimolante nell’espandere questa storia così strana e inquietante per la televisione.”
Sulla stessa linea anche Jason e Chris Kingsley: “Siamo entusiasti di collaborare con Two Brothers per portare il mondo di Atomfall in TV. Harry e Jack hanno dimostrato un amore autentico per il gioco, raccontando persino i loro finali personali durante le sessioni di gioco.”
“È sempre emozionante lavorare con persone che condividono la stessa passione per la narrazione,” hanno aggiunto, “e siamo certi che questa collaborazione darà vita a una serie capace di conquistare sia i fan del gioco sia un pubblico più ampio.”